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Acconto IMU può essere pari a zero

 
Roberto
22 maggio 2012
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Aggiungiamo un ulteriore tassello al variopinto panorama dell’imposta municipale unica. Stando a quanto si legge nella circolare 3 diffusa pochi giorni fa dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, la tassazione dell’IMU potrebbe portare anche al versamento di un acconto pari a zero, in attesa che Comuni e governo, presumibilmente tra l’estate e l’autunno, operaino in maniera elastica a diminuire o (più probabilmente) aumentare le aliquote base e quelle municipali.

Ricordiamo che l’aliquota da applicare all’abitazione principale e alle relative pertinenze è pari allo 0,4%, con l’ulteriore precisazione che i Comuni possano aumentarla o diminuirla di 0,2 punti percentuali (pertanto, la misura dell’aliquota per l’abitazione e le relative pertinente possono essere elevate fino a 0,6 punti percentuali o possono essere diminuite fino allo 0,2 per cento).

In sede di acconto, inoltre, il contribuente potrà adattarsi alle disposizioni comunali ritenute più vantaggiose, anche se dovessero portare all’azzeramento dell’imposta. In ogni caso, il Dipartimento ha altresì ritenuto applicabile alle prime due rate del versamento per l’abitazione principale e le relative pertinenze la disposizione in base alla quale il pagamento della prima rata è effettuato senza alcuna applicazione di sanzioni ed interessi.

PAGARE L’IMU O ATTENDERE I RICORSI?

Anche, un ulteriore novità emersa nelle ultime giornate è che per abitazione principale si deve unicamente intendere l’immobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente, e risiedono anagraficamente. Pertanto, nell’ipotesi in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nello stesso territorio comunale, l’aliquota e la detrazione per l’abitazione principale e per le relative pertinenze devono essere uniche per nucleo familiare, indipendentemente dalla dimora abituale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti. Scopo ultimo è quello di evitare comportamenti elusivi, impedendo che i coniugi stabiliscano residenza in due immobili diversi nello stesso Comune.

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