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Case famiglie: condizione abitativa peggiora in Italia

 
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22 dicembre 2010
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Per l’anno in corso in Italia sono state presentate, per l’accesso al fondo di sostegno al pagamento dei canoni di locazione, da parte delle famiglie, ben 400 mila domande. A mettere in risalto questo dato preoccupante è stata la CGIL ed il Sunia, Sindacato Unitario degli Inquilini e degli Assegnatari,  nel sottolineare come purtroppo la condizione abitativa in Italia non stia facendo altro che peggiorare.

E tutta colpa della crisi finanziaria ed economica che ha lasciato il segno sull’economia reale e sui redditi delle famiglie, ma secondo il Sindacato anche l’attuale Governo sta facendo la sua parte non mettendo a punto dei provvedimenti incisivi. Le previsioni, inoltre, parlano di altre 150 mila famiglie che, da qui ai prossimi cinque anni, rischiano di essere sfrattate per morosità, ovverosia per impossibilità a livello economico di poter onorare mese dopo mese il pagamento del canone di affitto.

Inoltre, senza una proroga sugli sfratti, dall’1 gennaio del prossimo anno, su tutto il territorio nazionale, rischiano di rimanere senza un tetto ben 50 mila tra portatori di handicap, anziani e malati terminali. Insomma, la situazione è e resta grave e non aiuta di certo, come è tornato a ricordare il Sunia, il taglio dei finanziamenti per il fondo sociale, da parte del Governo, che passa dai 140 milioni di euro di quest’anno ad appena 33 milioni di euro per il 2011.

Al fine di avviare una politica abitativa incisiva con provvedimenti urgenti, il Sunia ha di conseguenza chiesto un confronto sia con il Governo, sia con il Parlamento. In particolare, il Sindacato, congiuntamente con la CGIL, chiede con un comunicato ufficiale la proroga degli sfratti ed un fondo per aiutare chi vive in affitto analogo a quello istituito per i mutui sulla prima casa. Inoltre, occorre modificare il regime della cedolare secca sugli affitti che, così com’è, rappresenta solo un regalo per i proprietari di immobili. Infine, in accordo con quanto richiesto da tempo non solo dalla Cgil e dal Sunia, ma anche da Cisl, Uil, Uniat e Sicet, il Ministero delle Infrastrutture, nel rispettare impegni già assunti, dovrebbe istituire un tavolo che poi porti in Italia ad una riforma del regime delle locazioni.

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