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IMU case popolari Napoli

 
Roberto
26 giugno 2012
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Secondo quanto riporta il quotidiano campano Il Mattino, nel bilancio di previsione 2012 – approvato in Consiglio comunale – sarebbe stata prevista l’aliquota massima di applicazione dell’imposta municipale unica per lo Iacp, l’istituto autonomo che a Napoli gestisce più di 17 mila alloggi.

Per l’istituto, si profila pertanto l’applicazione di un’aliquota massima pari al 10,6 per mille, che renderà particolarmente salato il pagamento dell’imposta municipale unica del 2012. In molti casi (si stima, intorno al 25% delle fattispecie) si preannuncia il pagamento di un’imposta addirittura superiore al valore del canone recepito. Una scelta, quella del Consiglio, che ha provocato non poche fratture all’interno della stessa municipalità.

“Quella dell’assessore comunale è una scelta grottesca” – ha dichiarato a Il Mattino l’assessore regionale all’Urbanistica Marcello Taglialatela, riferendosi all’iniziativa di Riccardo Realfonzo – “per l’Iacp, considerato come una qualsiasi società immobiliare, si è deciso di applicare l’Imu seconda casa. Così dovrà pagare più di quello che incassa. Una follia (…) D’ora in avanti non ci saranno le risorse per gli interventi di manutenzione, per eliminare le barriere architettoniche, per costruire nuovi alloggi”.

IMU RICCA GRAZIE ALLE SECONDE CASE

“Ho incontrato lo stesso Realfonzo, l’assessore al Patrimonio Bernardino Tuccillo e il capo di gabinetto del sindaco, Attilio Auricchio. Il commissario dell’Iacp di Napoli, Carlo Lamura, ha invece scritto al sindaco per informarlo del problema. Abbiamo ottenuto solo generiche rassicurazioni ma, nonostante la presentazione di emendamenti al bilancio, non è cambiato nulla” – prosegue – “applicare il massimo previsto: l’Imu seconda casa ha come parametro di partenza l’aliquota 7,6 e ai Comuni era stata data la possibilità di decidere se aumentare fino a tre punti”.

IMU BERGAMO 2012

Naturalmente immediata la replica di Realfonzo, più volte chiamato in causa: “Il bilancio ha un carattere progressista” – riporta ancora il quotidiano – “e si fonda su una fiscalità locale fortemente redistributiva, grazie al nuovo disegno dell’addizionale Irpef che avvantaggia coloro che hanno redditi inferiori ai 35mila euro e allo sforzo richiesto con l’Imu a coloro che posseggono più case”.

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