Cessione immobili a fondi pubblici

di Redazione Commenta

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In queste settimane stiamo approfondendo in più occasioni quanto accadrà in materia di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. Ad arricchire la gamma di dichiarazioni e di valutazioni in proposito, è intervenuto Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, secondo cui lo Stato dovrebbe evitare la svendita dei suoi beni pubblici – nel piano di abbattimento del debito sovrano – conferendo gli immobili in fondi a gestione pubblica, collocandone sul mercato le relative quote di partecipazione.

“Nella dismissione dei beni pubblici (immobili e partecipazioni) Stato ed enti locali non devono comportarsi come un qualunque privato cittadino: cessione materiale del bene ad un acquirente terzo” – afferma infatti Colombo Clerici spiegando che in tal modo si svenderebbe il patrimonio.

Al contrario la strada giusta, secondo Assoedilizia, è quella di “conferire i beni stessi (cessione immobili statali 2013, ndr) in fondi affidati alla gestione di appositi soggetti creati sempre dall’ente pubblico” che poi andrebbero venduti sul mercato a risparmiatori privati. “Una sorta processo di finanziarizzazione degli immobili pubblici”, dice Colombo Clerici.

Pertanto, sulla base della proposta del presidente di Assoedilizia, “verrà a crearsi un mercato di tali titoli, in cui i valori potranno apprezzarsi man mano che la gestione dei beni porterà gli stessi ad una valorizzazione economica”. Infine, secondo quanto chiarito sempre dall’associazione dei costruttori edili, “a differenza della cessione materiale dei beni, non avrebbe interferenze negative sul mercato immobiliare, in quanto non produrrebbe un repentino accrescimento dell’offerta immobiliare”.

La vicenda della dismissione dei beni pubblici continua a tenere banco da diverse settimane, ed è probabile che con l’avvicinarsi della concreta cessione degli immobili, le polemiche sulla presunta mala ottimizzazione del patrimonio pubblico possano sovrapporsi. Continueremo ovviamente a informarvi su ciò che accadrà nelle prossime settimane, consapevoli del percorso da protagonisti che i beni immobili pubblici dovranno impiegare nell’auspicio di recuperare 170 miliardi di euro da utilizzare per ridurre il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo.

Qui un altro focus sulla privatizzazione immobili del Tesoro.

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