Comprare casa a New York

di Redazione Commenta

A dispetto della crisi nazionale, sono sempre di più gli italiani che riescono a comprare una casa a New York. I nostri connazionali costituirebbero non solamente i rappresentanti di un fenomeno in crescita, quanto anche i “migliori clienti” dei broker a stelle e strisce. A dimostrarlo, un recente approfondimento curato dal quotidiano torinese La Stampa, che traccia i contorni del contesto d’oltre Oceano.

Secondo quanto riferiva sulle pagine del quotidiano un agente immobiliare, gli italiani che comprano casa in America sono “gente apparentemente normale ma facoltosa, vengono per pochi giorni, fanno i turisti a New York per una settimana al massimo e vogliono acquistare appartamenti”. La particolarità è semmai rappresentata dal fatto che gli italiani (o almeno, una parte significativa) “non pagano con assegni o trasferimenti bancari ma hanno liquidi” che “hanno fretta a spendere”.

Per quanto attiene il budget da spendere, si parla in media di qualche milione di dollari, sebbene in alcune ipotesi la cifra sia elevata fino ai 10 milioni, magari da distribuire in 2 o 3 appartamenti (vedi anche questo nostro speciale su dove conviene investire nel 2013).

A costituire ulteriore particolarità, il fatto che spesso gli italiani che comprano casa in America non vogliono nemmeno vedere l’appartamento poichè – proseguiva l’agente immobiliare sulle pagine del quotidiano – “hanno fretta di concludere e l’unica cosa a cui tengono è che si trovino in aree e palazzi della città dove il valore è destinato a conservarsi”, con un atteggiamento che sembra indirizzato verso la conservazione del capitale nel tempo.

Secondo quanto sostengono i broker statunitensi, il fenomeno degli italiani “big spender” sarebbe cominciato soprattutto la scorsa estate, e starebbe continuando con vigore anche nelle ultime settimane.

Per chi non possiede portafogli così ampi, la situazione è ben più difficile: il costo di un appartamento a New York è infatti molto elevato, e spesso in grado di “tagliar fuori” la stragrande maggioranza degli investitori.

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