Acquisti case in Sicilia in forte calo

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Continua a franare il mercato immobiliare della Sicilia, con flessioni stabilmente in doppia cifra, e punte di profonda preoccupazione in diverse macro aree. In particolar modo, l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ricorda come a Catania le compravendite di abitazioni siano diminuite del 30,7 per cento nel secondo semestre 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nella provincia sarebbero infatti state solamente 3.201 le unità scambiate negli ultimi sei mesi dello scorso anno, di cui 915 nel solo capoluogo.

Il dato del mercato residenziale siciliano nel secondo semestre 2012 si conferma pertanto estremamente negativo, confermando il crollo già sperimentato nel corso del primo semestre 2012. Il tasso tendenziale annuo del primo semestre (- 25,4 per cento) è inoltre stato peggiorato nella seconda parte dello scorso anno, con un – 29,7 per cento (vedi anche comprare casa in Sicilia, un approfondimento sul mercato immobiliare residenziale dell’isola, del quale abbiamo parlato qualche settimana fa per cercare di comprendere come si sia chiuso il 2012 per il mattone locale).

Ne consegue che dal 2004 ad oggi si è rilevata una contrazione continua nel numero di transazioni di immobili residenziali, con una osservazione che per la sola provincia di Catania conduce le 13.727 transazioni del 2005 alle 6.672 del 2012, con una riduzione del 51,4 per cento.

Per quanto invece concerne i prezzi ai quali sono stati scambiati gli immobili di natura residenziale, le quotazioni registrate nel secondo semestre 2012 sono in forte calo, con un passo indietro del 4,1 per cento rispetto al primo semestre dello stesso anno per la provincia intera, e del 3,9 per cento del solo capoluogo.

La contrazione delle quotazioni immobiliari prosegue ininterrotta fin dal 2008. Per quanto attiene il futuro a breve termine, le prerogative di un ulteriore peggioramento sembrano essere confermate anche per i prossimi due semestri. Per il 2014 ci si attende un auspicato rallentamento dell’emorragia delle quotazioni immobiliari, e una conseguente stabilizzazione che possa fungere da anticamera a una graduale ripresa.

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