Domus Variabile. mutuo a tasso variabile di Intesa Sanpaolo

di Roberto Commenta

Domus Variabile è il mutuo che Intesa SanPaolo riserva alla clientela che voglia indebitarsi a un tasso parametrato al tasso BCE o all'Euribor.

Come tutti i principali istituti di credito italiani, anche Intesa SanPaolo offre alla propria clientela la possibilità di contrarre un mutuo a tasso variabile per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della propria prima o seconda casa, consentendo inoltre un indebitamento di questa tipologia anche per opere di piccola ristrutturazione o per transazioni finanziarie di surroga.

Il prodotto in questione – chiamato Domus Variabile – permette infatti al cliente di poter richiedere da un minimo di 30.000 euro a un massimo dell’80% del valore dell’immobile (cioè il minor valore tra quanto risulta dal compromesso o dalla proposta d’acquisto, e quanto stabilito in perizia) o fino a un massimo di 300.000 euro nel caso in cui il finanziamento sia richiesto per importi superiori all’80% del valore dello stesso immobile.

Il tasso applicato al finanziamento sarà parametrato, a scelta del cliente, o al tasso Euribor, oppure in base al tasso che la Banca Centrale Europea utilizza come riferimento per le operazioni di rifinanziamento.

La durata del piano di ammortamento può essere compresa tra un minimo di 5 anni e un massimo di 30 anni (con scadenze intermedie quinquennali), con addebito necessariamente mensile delle rate. Sono inoltre previste spese di istruttoria pari a 400 euro.

Come per il mutuo a tasso fisso, anche per questa tipologia di mutuo a tasso variabile la Banca riserva alla propria clientela un’opzione di flessibilità caratterizzata dalla possibilità di sospendere il pagamento delle rate. Tale alternativa è tuttavia consentita unicamente dopo il rimborso regolare di 24 rate mensili, a patto che non si attivi l’opzione per più di 3 volte nel corso del finanziamento, e a patto che tra una sospensione e l’altra vi sia uno spazio di almeno 6 mesi.

Altra opzione di flessibilità in fine quella legata alla durata: è consentito al cliente richiedere l’allungamento o l’accorciamento della durata di un mutuo per un massimo di 10 anni, purchè la durata complessiva del piano di rimborso non superi i 40 anni.

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