Mutui ai minimi storici, quali sono gli importi medi?

di Alba D'Alberto Commenta

Il barometro del CRIF ha restituito i dati relativi ai mutui di gennaio e si è notato subito che gli importi medi richiesti sono arrivati ai minimi storici, almeno per quel che riguarda il periodo di misurazione dell’istituto. La richiesta adesso è inchiodata a poco più di 120.000 euro. 

Quanto si spende per comprare una casa oggi e quanto si chiede alla banca per coronare il sogno di avere un tetto sulla testa? Il barometro del CRIF sottolinea che gli importi medi dei mutui sono arrivati al minimo storico e sono inchiodati a 120.114 euro. Le famiglie quindi sarebbero molto più attente che in passato all’acquisto di case che possano soddisfare le aspettative domestiche ma non intacchino il budget con rate del mutuo troppo elevate. Molto di questa situazione dipende anche da fatto che gli aspiranti mutuatari sono giovani e hanno un’età compresa tra 35 e 44 anni, esattamente il periodo più instabile – oggi come oggi – dal punto di vista lavorativo. La sintesi dei dati curata dal portale Immobiliare.it

Nonostante la riduzione degli importi, prosegue il trend positivo di crescita e di recupero rispetto a quanto si registrava prima della crisi: anche il mese di gennaio 2016, di fatti, è in positivo per il numero di mutui richiesti formalmente e ha segnato un +48,6% rispetto allo stesso mese del 2015. Si parla di ripresa, sì, ma se si confronta questo gennaio con quello del 2010 ci si rende conto di essere ancora lontani, seppur meno, dai livelli pre-crisi (-8,1% nel confronto 2016 vs. 2010). Ma la crescita ormai non si arresta e sono due anni che il mercato dei mutui gonfia la sua portata ininterrottamente, sia per le condizioni favorevoli dell’economia e dei costi delle case, così come della nuova apertura dei rubinetti del credito, sia per l’importantissimo ruolo delle surroghe che stanno rappresentando un importante volano della ripresa, grazie ai vantaggiosi tassi di interesse in corso.

Per quanto riguarda l’identikit del mutuo e del mutuatario italiano, rimane quella superiore ai 15 anni la durata preferita (66,2%) per il finanziamento, proprio per puntare a rate più ridotte. I due terzi delle richieste arriva dagli under 44 e il 36,4% dei richiedenti rientra nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni.

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