Si torna ad investire nel mattone ma all’estero

di Alba D'Alberto Commenta

Comprare una casa è ancora il pallino di molti ma in Italia, un po’ per la crisi, un po’ per il ridotto potere d’acquisto delle famiglie e un po’ anche per i prezzi degli immobili, questo sogno è difficile da coronare.

Il mercato immobiliare, comunque, si sta riprendendo e i segnali positivi che arrivano dal settore sono indiscutibili. Questo vuol dire che adesso è possibile e forse anche conveniente comprare la prima casa. Bisogna però metter da parte qualcosa. Se invece si decide di acquistare una casa all’estero, il discorso cambia. Lo dice Credit Suisse e lo ripete anche MonitorImmobiliare.

L’indagine che hanno fatto questi enti ha allargato il campo d’azione dall’Italia, all’Europa e poi ha indagato anche nel Nord America e in Asia. È emerso che il maggior numero d’investimenti sono fatti nel Regno Unito. La sua popolarità, probabilmente, si lega in questo periodo al referendum scozzese. L’esito della consultazione ha determinato la vittoria del no e questo fatto che il Regno resti Unito riduce gli scossoni finanziari dell’Europa.

Gli investimenti immobiliari, comunque, non si esauriscono nel giro di un referendum, sono in genere investimenti a medio e lungo raggio. Per il settore residenziale e per quello commerciale, il dato è positivo. A livello territoriale dopo il Regno Unito, in termini di numero degli investimenti e degli investitori, il secondo Paese in lista è la Germania e al terzo posto si trovano gli Stati Uniti.

L’Italia, invece, è considerata un Paese in cui si ha una scarsa propensione sia all’acquisto, sia al disinvestimento. Una situazione di equilibrio che non preoccupa. Potrebbe infatti volgere presto in meglio com’è già successo in Spagna e Giappone.

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