Crisi mercato immobiliare? Londra diventa il rifugio ideale

di Roberto Commenta

Con l’approfondirsi della crisi economico finanziaria europea, il mercato immobiliare di Londra continua a giocare un ruolo determinante nel consentire agli investitori di mezzo mondo la costituzione di un deposito sicuro per i propri risparmi. Secondo quanto sostiene la IP Global, infatti, tutti gli investimenti immobiliari realizzati all’interno dell’area metropolitana di Londra potranno fornire ottimi risultati in termini di rendimento agli investitori locali e stranieri, sia nel breve periodo che – soprattutto – nel corso del medio lungo termine.

Secondo i calcoli della IP Global – una compagnia di investimento specializzata negli impieghi immobiliari di qualità – la rivalutazione degli investimenti nel mattone londinese sarebbe stata pari a 8,1 punti percentuali annui. Un rendimento davvero straordinario, poiché il benchmark stabilito per la metropoli britannica era stato pari a “soli” 2,8 punti percentuali, dimostrando in tal modo quanto sia dinamico l’andamento dei valori di mercato della zona.

All’interno dell’area londinese, inoltre, il distretto di Islington sembra essere quello con il più elevato tasso di ritorno, con un rendimento pari a 11,5 punti percentuali ogni anno. Altre zone con ritmi di sviluppo e di apprezzamento molto forti, sono quelli di Cobb Street e Myrdle Street, con un rendimento pari a 4,5 punti percentuali. È invece di 3,5 punti percentuali il rendimento del progetto Grange Gardens, a Southwark.

Secondo gli analisti della compagnia di consulenza, il trend dovrebbe continuare anche nel corso del prossimo 2012, grazie alla positiva domanda generata dagli investitori medio orientali, che permetteranno al mercato immobiliare londinese di poter godere della stabilità dei valori commerciali sul lungo termine. I nuovi progetti immobiliari in corso di sviluppo nell’area metropolitana londinese, inoltre, dovrebbero aprire nuove e gradite opportunità di guadagno per tutti gli investitori, allargando le scelte in capo ai singoli risparmiatori che vorranno impiegare i propri denari nel mattone britannico.

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