Immobili: i prezzi di vendita ed il valore presunto

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Esiste il prezzo minimo di una casa? Ebbene, al riguardo la domanda è d’obbligo visto che, nell’ambito dell’incontro tra la domanda e l’offerta, la variabilità del prezzo può essere ampia. Ad esempio, un venditore che non ha fretta di vendere di norma non è disposto a concedere al compratore uno sconto ampio, ed anzi è disposto a vendere solo a prezzi “rigidi” anche se per “sbarazzarsi” dell’asset servano uno o due anni.

Diverso è invece il discorso quando un venditore ha fretta di vendere e, di conseguenza, può cedere l’unità immobiliare anche ad un prezzo sensibilmente basso rispetto sia ai valori di mercato di quell’area, sia in base alle stime ufficiali dell’osservatorio immobiliare dell’Agenzia del territorio.

Ora, se l’immobile viene ceduto a livelli inferiori alle quotazioni OMI, la compravendita di norma rientra tra quelle “sospette”, ovverosia potenzialmente evasive e, quindi, assoggettabile a controlli da parte del Fisco. Questo è quanto, in particolare, mette in risalto il portale di annunci immobiliari online Idealista.it che, pur tuttavia, sottolinea come a conti fatti non esista il prezzo minimo di una casa.

Questo, tra l’altro, anche in forza ad una sentenza con la quale è stato sancito che da sole le stime dell’OMI non bastano per andare a determinare quello che è il cosiddetto valore presunto di un immobile. Quindi, ai fini dell’accertamento fiscale la verità sull’esistenza o meno di un’evasione legata alla compravendita di un immobile a prezzi bassi la può dare solamente l’accertamento bancario incrociato con quello da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Questo perché, secondo la sentenza citata da Idealista.it, i valori e le quotazioni dell’OMI sono stati nella sostanza declassati ad indizi di evasione. La questione è assimilabile ad un altro strumento presuntivo in materia di evasione fiscale, ovverosia quello degli studi di settore che a carico di un contribuente possono essere non congrui, ma poi non è detto che nella realtà ci sia stata evasione. Magari in quell’anno di imposta gli affari, purtroppo, sono andati male e basta!

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