Pignoramenti in calo nel mercato USA: “merito” delle vacanze

di Roberto Commenta

Realty Trac riporta la notizia secondo cui le procedure di pignoramento avviate nel mercato statunitense avrebbero subito una contrazione significativa nel corso dell’ultimo mese, grazie al periodo di vacanze, e alla conseguente estensione dei termini temporali. Complessivamente, sono state 224.394 le proprietà immobiliari coinvolte in procedure assimilabili, in calo di 14 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, come confermato dalla società californiana in un comunicato stampa diffuso pochissimi giorni fa.

La proporzione ci dice che, attualmente, un proprietario immobiliare statunitense su 579, è coinvolto in questi processi, contro un rapporto di uno a 563 riscontrato nel corso del mese di ottobre. Un declino, quello conseguito nell’undicesimo mese dell’anno, che risulta essere in gran parte derivante dalla moratoria dei termini consentita a causa della concomitanza delle festività, che hanno pertanto concesso una pur breve pausa nel decorso dei termini.

Sempre secondo quanto affermato da Realty Trac, inoltre, il mercato immobiliare dovrà “digerire” nei prossimi anni oltre 14 milioni di proprietà immobiliari oggetto di procedure di morosità, o contraddistinte da situazioni di c.d. “underwater”, di cui 1,5 milioni di unità nei procedimenti di pignoramento, e circa 10 milioni di unità appartenenti alla seconda macro categoria, relativa a case il cui valore di mercato è attualmente inferiore al valore residuo del mutuo.

Per quanto concerne gli Stati maggiormente in crisi, il ruolo di “leader” (ma ben poco invidiato) spetta al Nevada, che consolida il più elevato livello di pignoramenti per il 59mo mese consecutivo, nonostante il crollo del 43% delle procedure. Il rapporto tra pignoramenti e proprietari immobiliari è nella misura di uno su 175, con un rapporto che è pertanto più del triplo della media della nazione nord americana. A seguire la California (1 su 211), prima per quanto concerne i termini assoluti (il 28% del totale USA).

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