Roma: la Città della Scienza nell’ex caserma Guido Reni

di Francesca Spano Commenta

progetto Città della Scienza

 

Un restyling in grande stile quello della caserma Guido Reni a Roma, nel quartiere Flaminio, pronta a diventare sede della nuova Città della Scienza e fruibile, probabilmente, entro il 2017. Scatta così il programma di riqualificazione della prima delle aree destinate a rinascere a misura di cittadino nei prossimi anni. Si tratta, quindi, del primo vero progetto di rigenerazione urbana promosso dall’amministrazione e presentato dal sindaco della Capitale, Ignazio Marino e dall’assessore alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, insieme al direttore della Cassa Depositi e Prestiti, Marco Sangiorgio.

Una trasformazione ambiziosa ma che non deve rappresentare un caso isolato, come ha confermato il presidente della Fedilter, l’associazione dell’edilizia commerciale e terziaria aderente alla Confcommercio di Roma, Dario Coen. Lo stesso ha ribadito il suo entusiasmo per la novità, con la speranza che possa essere da stimolo per rendere la Città Eterna in primo piano nel rilancio delle strutture in disuso:

Il progetto di riqualificazione della caserma di via Guido Reni è senza dubbio una buona notizia, in quanto testimonia, finalmente, la volontà da parte dell’amministrazione comunale di voler far ripartire uno sviluppo della città da oramai troppo tempo stagnante o dimenticato. La nostra aspettativa adesso è che questo processo non si interrompi, ma coinvolga tutti gli spazi in disuso, in particolare anche le altre caserme presenti in zone di pregio della città.

La trasformazione riguarderà un’area di circa 51mila metri e l’idea è quella di coprire 72mila metri quadri con la nascita di edifici, mentre la Città della Scienza occuperà 27mila metri quadri. E’ prevista pure la creazione di  70 alloggi sociali (6mila metri quadri), 200 residenze private (29mila metri quadri), spazi commerciali per 5mila metri quadri e, non ultimo, strutture ricettive per 5mila metri quadri. Una buona notizia in tempi di recessione, che potrebbe aiutare pure a rilanciare l’economia e a fornire lavoro, come conferma lo stesso Coen:

La riqualificazione degli spazi urbani in disuso e in particolare delle caserme a nostra avviso potrebbe ridare anche un po’ di slancio al nostro settore, oramai caduto in una tunnel di crisi del quale non si riesce a vedere la fine. Da parte nostra già da tempo abbiamo proposto una sorta di “permuta” all’amministrazione comunale che prevede che gli imprenditori mettano a disposizione il proprio patrimonio immobiliare invenduto in cambio proprio delle caserme in disuso. Un’idea che secondo noi potrebbe riequilibrare almeno in parte il problema dell’emergenza abitativa a Roma. Secondo le nostre stime, infatti, gli appartamenti invenduti ammontano a circa 40 mila unità, un numero dunque considerevole in grado di far fronte al problema dell’emergenza abitativa se inserito in un piano appositamente studiato di social housing.

Una dimensione urbana diversa, tutta votata a soddisfare i bisogni e le esigenze di chi vive a Roma o di chi decide di scoprirla durante un soggiorno. Maggiore sostenibilità, nuovi progetti e servizi, ulteriore impulso alla cultura e al lavoro. Regalare valore a quest’area, insomma, è importante per l’ex caserma ma rappresenta pure un investimento a livello economico e di energie pronto a modificare in meglio, piano piano, il volto di Roma.

Photo Credit:http://www.ignaziomarino.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>