Cambiare casa ha un costo, è sostenibile?

di Alba D'Alberto Commenta

Ogni volta che si pensa ad una casa di proprietà si valuta l’incremento dei prezzi degli immobili, i costi da sostenere per l’acquisto, per l’apertura della pratica di mutuo, per la stipula di un’eventuale copertura assicurativa e via dicendo. Ma il trasloco?

Sia che si compri una casa sulla carta, sia che la si compri dal costruttore, sia che la si compri in un qualsiasi stabile, per arrivare ad abitare nella nuova abitazione è necessario un trasloco. Anche i costi del trasloco vanno inseriti nel computo delle spese da sostenere per l’acquisto di una casa.

Una sintetica ed esaustiva infografica realizzata da ING Direct, definisce “quanto costa cambiare casa” ed offre una serie di consigli pratici per il trasloco. Proviamo a riassumere le informazioni più interessanti prima di riportare il grafico complessivo.

Nella vita di un italiano, in genere, ogni persona fa almeno tre traslochi. Il 25% degli italiani ne fa 4 e c’è una parte residuale della popolazione, il 13% del totale, che ne fa più di 6. Nella maggior parte dei casi, nel 53 per cento dei casi per l’esattezza, il trasloco è gestito autonomamente ma in tutti gli altri casi ci si affida ad una ditta specializzata.

Chi sceglie i professionisti dei traslochi deve sapere che i costi del trasloco variano in base al numero delle stanze e alla quantità degli arredi. Per il trasloco di ogni stanza, mediamente si spendono 500 euro ma quando si fa il trasloco di un intero appartamento il prezzo diventa forfettario. Quindi, mediamente, per un bilocale formato da camera e cucina, bagno e salotto, si possono spendere anche meno di 2000 euro.

Il trasloco, a livello temporale, viene completato in un periodo tra 1 e 3 giorni. È molto importante sapere che anche per i traslochi si distinguono alta e bassa stagione. La bassa stagione coincide con i mesi invernali tra ottobre e gennaio.

 

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