Confedilizia interviene sul leasing immobiliare

di Alba D'Alberto Commenta

Confedilizia ha espresso di recente il suo parere sui nuovi sistemi attraverso cui si può acquistare casa, ovvero il leasing immobiliare e il rent to buy. Sistemi nuovi che fino a questo momento non sono stati usati come si sarebbe dovuto. 

Secondo Spaziani Testa, come riporta Immobiliare.it il sistema del leasing ha tutte le carte in regola per partire, al contrario il rent to buy, l’affitto con riscatto, soffre una carenza normativa nel caso di utenti morosi, per cui non varrebbero le leggi sullo sfratto, applicabili invece – seppur con modalità diverse –  per il leasing.

Vediamo subito la posizione di Confedilizia espressa durante il convegno:

Confedilizia, una volta chiariti questi passaggi, ha definito leasing e rent to buy delle forme di incoraggiamento per il settore immobiliare che si sta risvegliando solo per gli acquisti di necessità. L’Associazione ha ribadito che per rianimare il settore è fondamentale curare l’aspetto legislativo che, nel caso del rent to buy, per esempio, appare ancora poco definito, e puntare a una detassatazione. Di sicuro, però, la ripresa è partita e lo dice anche l’ultimo sondaggio Bankitalia sugli agenti che dicono di aver concluso almeno una trattativa nel primo trimestre dell’anno: la loro quota è passata dal 77,8% al 79,9%.

Sicuramente è stato importante approfondire il funzionamento del sistema soprattutto per ciò che riguarda il vantaggio fiscale che, stando a una simulazione di Assilea (l’Associazione Italiana Leasing) potrebbe essere anche di oltre 34mila euro in venti anni.

Quali sono allora le categorie di acquirenti maggiormente spinte ad usare il leasing immobiliare? I più agevolati dal fisco sono gli under 35 che optano per questa innovazione e la spiegazione è presto data da Immobiliare.it:

per la loro prima casa, infatti, possono godere di detrazioni pari al 19% del canone annuo fino a 8mila euro e del prezzo di riscatto fino a 20mila euro. Queste stesse cifre si fermano rispettivamente a 4mila e 10mila nel caso si siano superati i 35 anni di età. Inoltre l’imposta di registro è inferiore alla media e si ferma all’1,5%. Non è richiesta l’accensione di un’ipoteca né il pagamento dell’imposta sostitutiva. In caso di perdita del lavoro, poi, si può sospendere il pagamento del canone per dodici mesi senza commissioni o spese aggiuntive.

Ovviamente, rispetto a un normale mutuo prima casa, ci sono anche degli aspetti svantaggiosi,

primo fra tutti il tasso di interesse leggermente più elevato di circa lo 0,20%, soprattutto in questo momento storico in cui si sono toccati i minimi storici. Inoltre chi opta per il leasing deve mettere in conto termini di “sfratto” più veloci in caso di morosità così come l’impossibilità di rivolgersi al Fondo di Garanzia Prima Casa.

 

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