Cresce la fiducia sull’immobiliare italiano

di Redazione Commenta

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Nonostante le difficoltà economiche nazionali e internazionali, la fiducia sul mercato immobiliare italiano non sembra conoscere particolari criticità. Stando a quanto riferito da una recente indagine sul mattone tricolore, infatti, una nuova ventata di ottimismo avrebbe coinvolto gli operatori nel corso dei primi tre mesi del 2012, con una percentuale degli italiani che pensano che questo sia un buon momento per comprare casa che passa dal precedente 45% all’attuale 49%.

Ad ogni modo, i dati attuali sono sostanzialmente inferiori a quelli rilevati nell’estate 2011, quando la percentuale toccò il 54%: subito dopo quella rilevazione, la crisi internazionale toccò tuttavia il proprio apice, andando a condizionare le statistiche successive, fino a cancellare qualsiasi speranza di ripresa nel breve termine, ora manifestatasi grazie a una serie di determinanti concomitanti, che potrebbero tuttavia risentire del pagamento dell’Imu.

Non solo: alla crescita della propensione degli italiani all’acquisto immobiliare – + 4 punti percentuali – corrisponde altresì un calo della percentuale di coloro che ritengono che sia meglio rimandare gli investimenti al successivo 2013, passando dal precedente 21,7% all’attuale 18,3%. scende al 18,6% (prima era del 21%) la percentuale di coloro che sono particolarmente pessimisti, e non ritengono questo un buon momento per comprare casa.

Per quanto concerne infine le vendite, si registra un lieve calo nella percentuale di coloro che ritengono non sia un buon momento per vendere. A gennaio tale proporzione era pari al 71%, mentre oggi giorno si parla di una percentuale di poco inferiore al 69%. L’11,9% degli intervistati ha invece affermato che, per vendere, preferirebbe attendere un anno, nella speranza che le condizioni di mercato possano migliorare: la percentuale era più o meno identica anche sei mesi fa.

Infine, secondo quanto affermato da 4 italiani su 10, è plausibile una flessione dei prezzi degli immobili nel breve periodo.

CRITICHE SULLE PREVISIONI IMMOBILIARI CENSIS

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