Fiducia sul mercato immobiliare nuovamente in crescita

di Roberto Commenta

 Torna a crescere – pur in maniera evidentemente timida – la fiducia sul mercato immobiliare italiano durante il corso del secondo trimestre. Ad affermarlo è una recentissima analisi condotta da uno dei leader di settore, secondo cui in tutto il territorio nazionale la percentuale di chi ritiene che questo sia un buon momento per comprare casa è cresciuta al 56 per cento, contro il 51 per cento del luglio 2012.

Secondo quanto segnalato da Carlo Giordano, amministratore delegato del gruppo Immobiliare.it, cui è attribuibile l’analisi, “come per la rilevazione del primo trimestre, anche a metà 2013 emerge una buona consapevolezza che questo sia un momento interessante per chi punta ad investire nel real estate e la differenza di “ottimismo” tra Nord e Sud è diretta conseguenza delle difficoltà che le diverse aree del nostro Paese stanno vivendo in questi anni di crisi. Segnaliamo altresì che resta forte, e costante, l’idea che vendere ciò che già si possiede sia una scelta poco previdente, viste le difficoltà a trovare un acquirente e il rischio di non ricavare quanto auspicato” (vedi anche riforma catasto e nuovo valore immobili).

Ancora, sempre secondo quanto fornito dall’osservazione, se pur rimane stabile rispetto al 2012 la quota di italiani che pensano non sia un buon momento per vendere casa, quella di coloro che sono convinti del contrario tocca il 12,3 per cento. L’8,7 per cento degli intervistati afferma infine che sarebbe meglio attendere almeno un altro anno prima di vendere.

Infine, la ricerca segnala come rispetto allo scorso anno aumentano di ben 7 punti percentuali gli acquirenti che preferiscono aspettare tempi migliori: per il 28,4 per cento, infatti, sarebbe meglio cercare di rimandarel ‘investimento sul mattone di almeno 12 mesi, agendo così in un contesto che (si spera) possa essere più sereno.

Continueremo, anche nel prossimo futuro, a monitorare l’evoluzione del mercato immobiliare, in attesa di un concreto miglioramento che potrebbe verificarsi già nel corso dell’ultima parte d’esercizio.

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