Nel mese di luglio le vendite di case sul mercato americano avrebbero subito un calo piuttosto consistente. A sostenerlo è un report congiunto condotto dalla National Association of Realtors e dalla RE/MAX, secondo cui, ad ogni modo, le vendite riscontrate nel corso del settimo mese dell’anno sarebbero comunque superiori rispetto a quelle registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.
Complessivamente, le vendite ultimate sarebbero inferiori di 3,5 punti percentuali rispetto a quelle del mese di giugno, con un volume annualizzato che a luglio è stato pari a 4,67 milioni di unità, contro i 4,84 milioni di unità del mese di giugno. Come detto, l’attuale volume di vendita è comunque ben al di sopra dei dati del 2010, con uno sviluppo di 21 punti percentuali a un volume annualizzato pari a circa 3,86 milioni di unità.
Secondo quanto rivela l’House Price Monitor scozzese, della Lloyds TSB Scotland, pubblicato pochi giorni fa, i prezzi delle proprietà immobiliari abitative scozzesi sarebbero cresciuti di buona lena durante gli ultimi tre mesi, arrivando a gonfiare i valori di mercato delle case della nazione ad un prezzo medio che è pressoché identico a quello riscontrabile quattro anni e mezzo fa, prima dell’inizio della
Nonostante la crisi che sta colpendo il Nord America, tengono un buon ritmo le vendite di case in Canada, che riescono a consolidare una posizione di stabilità durante il mese di luglio, rispetto al mese precedente. Su base geografica, solamente metà delle regioni oggetto del monitoraggio delle condizioni del mercato immobiliare avrebbero riscontrato un incremento nel numero di transazioni avvenute.
I tassi di interesse applicati ai mutui americani sono calati ai minimi livelli da oltre 50 anni ad oggi a causa della crisi economico finanziaria internazionale, che sta ulteriormente scoraggiando la già debole domanda di finanziamenti per l’acquisto delle case, e ponendo ulteriori dubbi su quello che potrebbe essere lo sviluppo del comparto nel breve termine per i bilanci degli istituti di credito delle banche statunitensi.
Riprendiamo oggi i nostri consueti viaggi all’interno dei mercati immobiliari emergenti più interessanti del Pianeta. È la volta della
Stando a quanto affermato dalla Canadian Real Estate Association, in un comunicato stampa recentemente diffuso, le vendite di case non nuove nel Paese sarebbero diminuite al livello minimo degli ultimi sei mesi. Simile destino sarebbe inoltre toccato al trend assunto dai valori commerciali oggetto di conclusione delle compravendite, che hanno fatto registrare una corposa diminuzione nel settimo mese del 2011.
Per evitare nuovi assalti speculativi su Borsa e debito pubblico, in
Secondo una recente indagine compiuta dalla società londinese EC Harris, i costi di costruzione delle case, in Europa e negli Stati Uniti, starebbero gradualmente lievitando. Un incremento degli oneri di realizzazione delle proprietà immobiliari abitative che sembra essere sospinto principalmente dall’aumento dei costi per le materie prime utilizzate dai cantieri, in corso di apprezzamento in questa fase di crisi.
Dopo un andamento incerto che ha coinvolto gli ultimi anni, sembra che la passione verso gli investimenti in immobili commerciali delle grandi città stia tornando a farsi prepotentemente presente nel mondo occidentale, coinvolgendo soprattutto investitori nazionali e internazionali interessati a porre al sicuro i propri risparmi all’interno del mattone delle principali metropoli degli Stati Uniti d’America.
Stando a quanto affermato dalla società Freddie Mac, i tassi di interesse applicati negli Stati Uniti sui finanziamenti immobiliari a trent’anni, a tasso fisso, sarebbero diminuiti ad un livello mai riscontrato nel corso degli ultimi nove mesi. Un segnale evidente di come la ripresa economica statunitense stia rallentando ulteriormente, consentendo in tal modo al costo del denaro di rimanere su soglie davvero molto convenienti.
Come avevamo appena anticipato ieri, un’analisi della National Association of Realtors sosterrebbe che i prezzi di mercato delle abitazioni americane sarebbero calati in circa tre quarti delle aree metropolitane degli Stati Uniti durante il secondo trimestre, con la principale causa che – ancora una volta – sarebbe riferibile all’andamento dei pignoramenti delle case, con vendite che hanno svalutato il settore immobiliare abitativo nel suo complesso.
Buone notizie, in apparenza, per quanto concerne il settore dei pignoramenti case nel mercato americano. Il dato è infatti in forte calo, con una contrazione del 35% riscontrata nel corso dell’ultimo mese, che ha condotto il volume delle procedure di esproprio immobiliare rilevate nel periodo in questione ai minimi livelli da quasi quattro anni a questa parte, grazie agli sforzi effettuati per evitare l’esplosione ulteriore del fenomeno.