Giappone, forte calo dei prezzi degli uffici

I prezzi delle proprietà immobiliari commerciali del Giappone sono calate di quasi il 20% durante gli ultimi due anni e mezzo, come confermano i dati ufficiali (i quali, tuttavia, si riferiscono temporalmente fino al termine del terzo trimestre 2010, non sostenendo alcun elemento per gli ultimi quattro mesi).

Il secondo mercato immobiliare commerciale del mondo (in termini di valore complessivo) continua pertanto a subire un forte deprezzamento, che riflette la scarsa crescita economica della nazione, impegnata a superare alcuni ostacoli di produttività.

Non solo. La forte flessione del mercato giapponese contrasta in maniera piuttosto evidente con il trend assunto da altri mercati internazionali, con il Regno Unito che cresce invece del 17,4%, e con gli Stati Uniti che hanno effettuato l’inversione di tendenza sviluppandosi del 5,5%.

Stati Uniti, prezzi delle case in calo a gennaio 2011

Stando a quanto sostenuto dal sito web Zillow, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo starebbero proseguendo la loro strada al ribasso nel mercato immobiliare statunitense, ma il fondo del real estate nordamericano dovrebbe ad ogni modo essere molto vicino.

I valori delle case hanno infatti subito nell’ultimo trimestre la flessione più grave dal primo trimestre del 2009, con una contrazione dei prezzi pari a 2,6 punti percentuali, e con una diminuzione su base annua che ha di fatto sfiorato i 6 punti percentuali.

I valori delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nel mercato immobiliare statunitense hanno ora toccato quota media pari a 175.200 dollari, con una flessione del 27% rispetto al picco toccato nel mese di giugno del 2006.

Spagna, i prezzi delle case calano del 5%

Continua il deprezzamento del mercato immobiliare spagnolo. Dopo un 2010 non certo brillante, anche il 2011 pare iniziato con il segno negativo, visto e considerato che gli ultimi dati ufficiali sui valori delle case mostrano una decisa contrazione dei prezzi.

Nel corso del mese di gennaio, infatti, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo avrebbero subito una contrazione pari al 5% rispetto a quanto rilevato nel corso dello stesso periodo dell’anno precedente.

Pesante è anche la flessione su base mensile, visto e considerato che rispetto al mese di dicembre 2010 il calo dei prezzi è stato pari a quasi 4 punti percentuali, e di 3,6 punti percentuali rispetto a novembre.

Stati Uniti, pignoramenti in calo a gennaio

Stando all’analisi compiuta dalla Realty Trac, i pignoramenti riscontrati nel mercato immobiliare statunitense nel corso del mese di gennaio sarebbero diminuiti di quasi il 17% rispetto a quelli riscontrati nello stesso periodo dell’anno precedente, con una flessione che viene prolungata al quarto mese consecutivo.

Ad ogni modo, stando alla maggioranza degli analisti, il calo del ritmo di crescita dei pignoramenti non andrebbe attribuito a uno sgonfiamento del fenomeno, quanto invece a un rallentamento delle attività legali necessarie per poter formalizzare gli atti.

A conferma di quanto sopra, vengono pubblicati altresì i dati relativi alle contestazioni delle procedure di pignoramento, che nella maggior parte dei casi non produrranno altro effetto che quello di ritardare nel medio termine la formalizzazione delle procedure.

Regno Unito, rallenta la ripresa dell’industria delle costruzioni

Secondo l’analisi compiuta dal Royal Institution of Chartered Surveyors, l’industria delle costruzioni delle proprietà immobiliari del Regno Unito avrebbe subito un rallentamento nel proprio ritmo di ripresa, durante il quarto trimestre dell’anno da poco conclusosi.

A falcidiare le speranze di una rapida ripresa del segmento hanno infatti pensato i tagli della spesa pubblica del governo, che hanno condotto una buona fetta di operatori del settore a ritardare l’avvio di nuovi cantieri.

Il ritmo delle attività del comparto è infatti peggiorato leggermente rispetto al terzo trimestre dell’anno, con un’unica area (quella londinese) in grado di riportare uno sviluppo rispetto al trimestre precedente.

Singapore, in calo il ritmo di crescita dei prezzi delle case

Il mercato immobiliare di Singapore sta finalmente conoscendo un’attenuazione per quanto concerne il ritmo di incremento dei prezzi delle proprietà ad uso abitativo, che nell’area ora oggetto di considerazione hanno dimostrato un vasto balzo anche durante il corso dell’ultimo anno, periodo nel quale le case si sono apprezzate di quasi il 12%.

Nel corso del mese di dicembre, infatti, l’ultimo al quale è possibile ricondurre una valutazione ufficiale compiuta dall’Università Nazionale di Singapore, i prezzi delle case private sarebbero cresciuti di meno di un punto percentuale rispetto ai volumi riscontrati nel mese precedente, quello di novembre.

Su base mensile, l’indice SRPI (Singapore Residenzial Price Index) ha infatti subito un incremento di 0,9 punti percentuali, portandosi a quota 155,5 punti. A supportare la crescita media è stata soprattutto la buona prestazione dei prezzi delle aree più periferiche, i cui prezzi sono cresciuti su base mensile di 2,2 punti percentuali a 154,8 punti.

Regno Unito, prezzi delle case ancora in calo

Secondo quanto sostenuto da un’ultima stima compiuta dalla Nationwide, pubblicata appena pochi giorni fa, i valori commerciali delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nel Regno Unito avrebbero subito un calo oltre le attese nel corso del mese di gennaio, con una flessione di almeno 0,1 punti percentuali rispetto a quanto riscontrato nel corso del mese precedente.

Pertanto, alla luce dell’ultima contrazione conosciuta dalla Nationwide, il prezzo medio di un appartamento del Regno Unito è ora calato a quota 161.602 sterline, in ribasso rispetto a 162.763 sterline del mese d dicembre 2010, e con una flessione che su base annua ha scavalcanto il punto percentuale, portandosi a -1,1%.

Secondo la stessa compagnia che ha effettuato il monitoraggio sull’andamento dei valori commerciali abitativi, il mercato immobiliare ha effettuato il proprio ingresso nel 2011 con un trend più depresso di quanto era invece lecito attendersi, con dati che anche a febbraio non dovrebbero essere particolarmente incoraggianti per quanto concerne l’andamento dei prezzi delle case dell’area ora considerata.

Polonia, segnali di recupero del mercato immobiliare commerciale

Come spesso accade sulle pagine di IoComproCasa, torniamo ad occuparci di uno dei mercati emergenti di maggior rilievo qui in Europa, quello polacco, soffermandoci soprattutto su ciò che accade all’interno del settore degli immobili ad utilizzo commerciale.

Secondo quanto sostiene una ricerca contenuta in un report recentemente pubblicato da Jones LangLaSalle, durante l’ultimo anno i metri quadri interessati da operazioni immobiliari nel mercato degli uffici della Polonia hanno superato quota 230 mila unità, riproponendosi pertanto con dei ritmi di incremento rispetto all’anno precedente, e con delle performance eccezionali in alcune aree urbane di maggior interesse.

La stragrande maggioranza delle transazioni si è concentrata nelle aree chiave della Polonia, come Cracovia o e Wroclaw, che hanno monopolizzato quasi la metà dei metri quadri commerciali interessati da tali operazioni.

Scozia, prezzi in crescita dell’83% in 10 anni

Una ricerca condotta dalla Bank of Scotland dimostra che, nonostante la recente crisi, l’andamento dei prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo in Scozia avrebbero conosciuto una fortissima crescita su base decennale, con un incremento in termini assoluti di circa 50 mila sterline, pari all’83% del costo medio di un abitazione nell’area ora interessata dalle analisi.

Addirittura, la Banca di Scozia sostiene come i prezzi siano cresciuti mediamente da  quota 61.039 sterline del 2000, a 11.780 sterline della fine del 2010. Complessivamnete, i prezzi delle case del Regno Unito, nello stesso frangente, sono invece cresciuti del 91%.

Per quanto riguarda un’analisi più puntuale su fronte territoriale, la città che ha conosciuto il maggior incremento è stata Penicuik, i cui valori immobiliari sono cresciuti mediamente del 179% in 10 anni, passando dalle 61.824 sterline del 2000 alle 172.476 della fine del 2010.

Cina, tasse sulle seconde case per combattere la speculazione

Il governo cinese continua a metter mano, in maniera più o meno radicale, sul mercato immobiliare locale, cercando in tal modo di frenare gli atteggiamenti speculativi che nel corso dell’ultimo anno hanno portato i prezzi medi degli appartamenti delle principali metropoli del Paese asiatico su livelli sorprendenti.

Per contenere il fenomeno, il governo ha varato una nuova tassa sulle sole seconde case, per il momento applicata esclusivamente alle proprietà immobiliari di alcune città della nazione particolarmente interessate dal fenomeno, come Shanghai e Chongqing.

Stando a quanto è lecito ritenere, se l’incremento sostanzioso dei prezzi sulle seconde e sulle prime case non troverà attenuazione nel corso dei prossimi mesi, è altamente probabile che il governo possa intervenire nuovamente estendendo l’iniziativa anche ad altre aree e urbane della nazione.

Stati Uniti, Las Vegas regina dei pignoramenti

Come suggerito da un recente articolo apparso sul sito web del CNN Money, Las Vegas è indiscutibilmente la regina dei pignoramenti, con un volume di procedure di esproprio che ha toccato cifre record, che non accenna ad arrestarsi nel corso di un 2011 che si preannuncia molto difficile.

Secondo i dati forniti da RealtyTrac, infatti, circa un proprietario immobiliare su 9 sarebbe stato coinvolto dai vari livelli del fenomeno sopra ricordato durante il 2010, dando seguito a un volume di transazioni record per la storia del Paese nordamericano.

Come già accennato, anche l’anno in corso dovrebbe essere caratterizzato da un andamento piuttosto negativo della variabile, anche se il ritmo dei nuovi pignoramenti fa ben sperare verso un rallentamento del fenomeno.

Stati Uniti, vendite di nuove case ai massimi da 8 mesi

Le vendite di nuove proprietà immobiliari ad uso abitativo sono cresciute del 17,5% nel corso del mese di dicembre, giungendo ai massimi livelli mai riscontrati negli ultimi otto mesi, come confermato da un report recentemente pubblicato a cura del governo degli Stati Uniti d’America.

Le vendite di proprietà immobiliari unifamiliari sono cresciute ad un ritmo pari ad un volume annualizzato di 329 mila unità nel corso di dicembre, contro le 280 mila unità del precedente mese di novembre, e frenando il calo rispetto allo stesso periodo del 2009 al 7,6%.

Di conseguenza, rileviamo che le vendite mensili dell’ultimo mese del 2010 sono state altresì ben superiori rispetto alle stime degli analisti di Briefing.com, che prevedevano invece un livello delle vendite pari ad un volume annualizzato di unifamiliari pari a 300 mila unità.

Stati Uniti, vendite stabili per tutto il 2011

La Mortgage Bankers Association, nelle sue formulazioni periodiche, afferma che le vendite delle proprietà immobiliari ad uso abitativo nel mercato statunitense, rimarranno pressochè stabili per l’intero 2011, confermando pertanto le valutazioni caute già compiute da buona parte degli analisti.

L’organizzazione fornisce tuttavia dei dati che vengono ritenuti piuttosto attendibili, visto e considerato che racchiude nella propria struttura le società che erogano circa l’80% di tutti i mutui per acquisto casa (e non solo) di tutti gli Stati Uniti.

Stando alle formulazioni compiute dall’associazione, infatti, le vendite del 2011 caleranno di circa 0,1 punti percentuali durante l’anno, con una flessione che è invece più pesante per il solo segmento delle case non nuove, che diminuiranno dell’1% a quota 4,2 milioni di unità.

Stati Uniti, il mercato residenziale ha toccato il fondo?

Secondo quanto sostengono alcuni analisti in diversi studi fondati sulle nuove ricerche compiute da Standard & Poor / Case Shiller, il mercato immobiliare statunitense dovrebbe aver toccato il fondo, per lo meno per quanto concerne l’andamento dei prezzi delle case.

Pertanto, i valori commerciali delle abitazioni non proseguiranno più la loro corsa al ribasso, giungendo in una breve parentesi di stabilità che dovrebbe divenire l’anticamera per una ripresa, pur graduale, dei prezzi, già a partire dalla prima metà dell’anno.

La maggior parte degli osservatori sembra tuttavia essere molto più cauta, attendendo di vedere cosa accadrà durante la primavera che si appresta ad entrare, periodo che dovrebbe rivelarsi come decisivo per l’interpretazione dell’intero trend dell’attuale 2011.