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Vendere la casa prima dei 5 anni

 
Roberto
4 maggio 2012
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Vendere la casa prima che siano trascorsi 5 anni non è operazione priva di conseguenze. La transazione di rivendita della proprietà immobiliare abitativa comporta infatti la perdita dei vantaggi fiscali che si sono acquisiti nel momento dell’acquisto della stessa casa (relativa all’acquisto di immobile ad uso residenziale, con categoria catastale non appartenenti alle fasce di controvalore lussuoso, ed eventualmente estesa anche a pertinenze come cantine o box auto).

Ma di che agevolazioni parliamo, e come avviene la “perdita”? Per quanto concerne i benefici fiscali, ricordiamo come le più importanti agevolazioni siano riconducibili nel pagamento dell’imposta di registro pari al 3% (contro l’ordinario 7%), e all’imposta ipotecaria e catastale in misura non più progressiva, bensì fissa. Anche l’IVA, in caso di acquisto da società di costruzione, ne risulterà fortemente abbassata (4%).

Si ricorda inoltre come per poter usufruire delle agevolazioni previste per la prima casa, l’acquirente deve porre nella stessa abitazione la propria residenza, obbligandosi a trasferirla entro 18 mesi dalla data di stipula del rogito notarile, a meno che non sia soggetto che – per motivi di lavoro – sia obbligato a trasferire altrove la residenza (si pensi ai dipendenti militari e alle forze dell’ordine in genere).

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Dichiarando di trattarsi di prima casa, l’acquirente si obbliga altresì a non venderla prima che siano trascorsi 5 anni. Se così, tuttavia, non avviene, lo stesso acquirente perderà tutti i benefici precedentemente acquisiti: avrà pertanto luogo l’iter per il recupero dell’imposta nella misura ordinaria (ovviamente, al netto di quanto già corrisposto), nonché una sanzione pari al 30% della stessa imposta, oltre alla corresponsione degli interessi di mora.

La verifica della permanenza dei requisiti relativi alla prima casa può essere effettuata dall’Ufficio delle Entrate territorialmente competente, anche a rilevante distanza dal momento della compravendita.

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