
Mercato immobiliare in crescita a fine 2013?



Secondo le ultime rilevazioni effettuate dalla Banca d’Italia, nel terzo trimestre del 2013 il mercato immobiliare italiano ha attraversato una fase di leggera ripresa, che ha almeno attenuato il crollo delle compravendite degli ultimi mesi. Ma Bankitalia non è l’unica ad aver effettuato analisi di questo tipo. Altri dati sono stati rilasciati anche dall’OMI, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare attivo presso l’Agenzia delle Entrate.

A volte anche il nome di una strada può influire sul prezzo assunto dagli immobili che si affacciano su di essa. Una recente ricerca ha infatti rilevato che nelle strade italiane dedicate ai Santi il prezzo degli immobili tende ad essere in genere più alto della media.
Il mercato immobiliare in Italia, almeno stando agli ultimi dati rilasciati dalle fonti istituzionale, sembra che si stia lentamente riprendendo da questi lunghi anni neri che lo hanno caratterizzato. Si
Il mercato immobiliare italiano vive una situazione di profonda drammaticità, contraddistinta da un crollo delle compravendite, dallo scarsissimo supporto del sistema bancario e creditizio alla realizzazione dei progetti di acquisto e di costruzione immobiliare, da un allungamento dei tempi medi di vendita e da nuove pressioni al ribasso nel corso dei prezzi delle proprietà abitative (e non solo) presenti sul territorio nazionale. Ma come uscire dalla crisi del mercato tricolore?
Il mercato immobiliare di Trento azzera gli ultimi cinque anni, e riporta indietro le lancette dell’orologio al 2007/2008, con un livello dei prezzi che è sostanzialmente simile a quello pre-crisi. La differenza è invece nelle transazioni di compravendita, che rispetto a tale termine di paragone temporale sono diminuite di oltre il 30 per cento. Ma cosa accadrà nel 2013? L’anno in corso si rivelerà, come atteso, un periodo di stabilizzazione e di lenta ripresa?
La crisi immobiliare è ancora profonda, e le aspettative di breve termine non sono certamente rosee. Tuttavia, almeno a guardare le prime proiezioni sui dati dell’avvio del 2013, forse vi sono dei segnali di rallentamento nell’emorragia di compravendite e quotazioni. A dimostrazione di ciò, gli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio sul mercato immobiliare residenziale italiano condotto da immobiliare.it, in grado di abbracciare anche le prime statistiche del primo bimestre 2013.
Pochi dubbi sul reale e concreto stato di salute del mercato immobiliare italiano: stando al periodico sondaggio condotto dalla Banca d’Italia (condotta in collaborazione con la Banca d’Italia e con l’Agenzia del Territorio), il mercato nazionale sarebbe evidentemente ancora molto debole, visto e considerato che la flessione dei prezzi delle case sembra riguardare grandissima parte della Penisola, e che non vi sarebbero pronte prospettive di ripresa.
Stando a quanto affermato dal Report immobiliare urbano presentato Fiaip, Federazione italiana agenti immobiliari professionisti, il 2012 avrebbe costituito un altro anno orribile per il mercato delle case, con un calo delle compravendite immobiliari pari al17,22, e una flessione dei prezzi delle abitazioni pari all’11,98 per cento. L’immobiliare, nonostante quanto sopra, avrebbe comunque garantito una resa migliore rispetto ad altri investimenti.
Complice il crollo della domanda locale, il mercato immobiliare italiano si è sempre più aperto agli investitori stranieri, in possesso di una discreta liquidità disponibile, e – soprattutto – della volontà di poter metter mano a una proprietà immobiliare in una zona di particolare pregio paesaggistico. Ma chi sono – e da dove provengono – gli stranieri che acquistano una casa nel nostro Paese?
Tra i tanti elementi che stanno condizionando il presente e il futuro del mercato immobiliare italiano vi è anche il calo della domanda di appartamenti da parte di stranieri, che per diverso tempo – e in differenti macro aree della Penisola – aveva permesso almeno parzialmente di controbilanciare una domanda locale particolarmente scarsa. Una notizia molto negativa, che giunge in corrispondenza con la recente pubblicazione di stime pessimistiche sul real estate tricolore.
Gli italiani comprano sempre meno case. Il mercato immobiliare, considerato fino a non troppo tempo fa la destinazione preferenziale per gli impieghi monetari tricolori, oggi non è più così allettante come un tempo, e l’incertezza che aleggia sul breve medio termine non sembra certamente favorire la ripresa del comparto. Imu e altre novità fiscali, credito sempre meno generoso, prezzi rigidamente incollati verso l’alto e tante altre determinanti “nocive”, stanno condizionando questa parte di decennio, ponendo le basi per un 2013 ancora negativo sul fronte delle compravendite e delle quotazioni.
I tempi di vendita delle case, nel mercato italiano, continuano ad allungarsi. Secondo quanto affermano gli ultimi dati relativi alle compravendite nel terzo trimestre del 2012, i volumi scambiati avrebbero subito una ulteriore riduzione, e i tempi di negoziazione per poter giungere a una conclusione delle trattative avrebbero subito una nuova dilatazione, a principale causa dell’incertezza dei potenziali acquirenti e della resistenza dei proprietari immobiliari a ribassare i prezzi delle case.
La vendita degli immobili pubblici era considerata un tassello determinante per la riduzione del debito pubblico. Ma a quanto ammonta il valore del patrimonio immobiliare dello Stato? Quali sono le più recenti stime di un calcolo che – occorre ricordarlo – risulta essere di ben complessa esecuzione? Cerchiamo di comprendere quanto valgono gli immobili pubblici, e in che modo lo Stato può trarre soddisfazione finanziaria da un potenziale efficiente impiego.