mercato immobiliare

Previsioni ripresa immobiliare Italia

 L’immobiliare italiano è caduto in una profonda crisi pluriennale. Ma in che modo il real estate della Penisola potrà uscire dalla crisi? E, ancora quando avverrà la tanto attesa emersione dalle difficoltà consolidate? A parlare apertamente di questo e tanto altro, in una recentissima intervista condotta da Il Sole 24 Ore, è stato Massimo Mazzi, fondatore, socio e presidente di Redilco Re, parte del Comitato scientifico di Eire e, sicuramente, uno degli opinion leader di maggiore autorevolezza.

Ma dove, dunque, trovare uno spunto di ripartenza del mattone italiano? “Visto che le industrie sono merce sempre più rara” – ha esordito Mazzi nella recente intervista sopra appena introdotta – “bisogna pensare, per quanto riguarda l’Italia, al turismo, all’arte e alla cultura in via prioritaria: se girano questi tre settori, di conseguenza, si rimettono in moto i servizi e anche l’immobiliare”.

Bolla immobiliare Cina

 Se anche l’economia cinese sta rallentando, dando spazio alla formazione di margini di scoppio della bolla immobiliare nazionale, allora forse, la crisi economico finanziaria che si è abbattuta sul Pianeta, è la più grave da almeno 100 anni a questa parte. La Cina aveva garantito, negli ultimi anni, un ritmo di crescita pressochè invidiabile, e in grado di trascinare al rialzo le economie collegate e, tra queste, anche quelle occidentali, alle prese con una pericolosa instabilità statunitense prima, ed europea dopo.

Ora, però, qualcosa sta effettivamente mutando. A lanciare l’allarme, riprendendo non ben identificate “fonti governative di Pechino” è il New York Times, secondo cui il mercato immobiliare cinese sarebbe in procinto di cadere, come un castello di carta innalzato in un contesto troppo ventoso. Che poi, quelle del New York Times, siano solamente delle ipotesi utili per screditare la solidità del gigante asiatico, o siano effettivamente delle analisi fondate sull’economia reale, è tutto da dimostrare.

Sondaggio Bankitalia – Tecnoborsa sul mercato immobiliare

 E’ stato recentemente pubblicato il report relativo al secondo Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, curato dalla Banca d’Italia e da Tecnoborsa in collaborazione l’Agenzia del Territorio. Stando a quanto emerge dall’analisi statistica condotta da Bankitalia, nel corso del primo trimestre 2012 la quota di agenti che hanno avuto modo di segnalare una diminuzione dei prezzi rispetto al trimestre precedente è stata pari al 69,1%, contro il 66,5% della precedente indagine, denotando pertanto una negativa crescita dell’elemento quantitativo e proporzionale, sintomatico di una maggior debolezza dei valori commerciali delle abitazioni.

In particolare, coloro che hanno dichiarato che le quotazioni sono aumentate sono stati pari a meno di 2 punti percentuali, relegati in una ristretta minoranza che lascia poco spazio all’interpretazione. Di conseguenza, è cresciuto in misura significativa il divario tra coloro che hanno risposto che i prezzi stanno aumentando, e coloro che invece hanno risposto che i prezzi stanno diminuendo, con un gap passato rapidamente da 65,9 punti della fine del 2011, ai 67,3 punti dell’inizio di questo nuovo, difficile anno per il mercato immobiliare italiano.

Mercato immobiliare Venezia 2012

 Secondo quanto affermato dai dati dell’Osservatorio Immobiliare della Fiaip, la federazione italiana degli agenti immobiliari professionali, nel corso del 2011 il numero dei contratti di locazione di Venezia e dintorni avrebbe toccato un livello record, pari a un incremento di 11,6 punti percentuali rispetto a quanto rilevato nel corso del precedente 2010, contro una media regionale che attesta l’apprezzamento sui 3 punti percentuali.

A crescere, oltre l’interesse verso gli affitti di case e appartamenti, è anche il numero degli alloggi messi in vendita dai proprietari, che ha consolidato un trend di crescita già rilevato nel 2010, e soggetto a una corposa accelerazione nel corso del successivo 2011 (+ 9,5 punti percentuali). A fronte dell’allargamento dell’offerta commerciale di settore, si è rapidamente venuto a generare un calo dei prezzi di mercato, con una flessione media di 3,3 punti percentuali.

Immobiliare Trentino: la situazione di inizio anno

 Compravendite di case pressochè ferme, prezzi commerciali stabili. È questa, in estrema sintesi, la situazione del mercato immobiliare del Trentino a cavallo tra il 2011 e il 2012: a dirlo, gli ultimi dati dell’Agenzia del territorio, relativi alle quotazioni immobiliari del semestre 2011. Rispetto a un anno e mezzo fa, le variazioni dei due valori statistici di cui sopra sono sostanzialmente invariate, con l’unica eccezione degna di nota rappresentata dalle quotazioni degli immobili del centro storico di Trento e delle zone limitrofe (principalmente, Port’Aquila e Cervara), che hanno invece fatto riscontrare incrementi al rialzo.

Rispetto al primo semestre del 2010, precisano i dati dell’Agenzia del Territorio, i prezzi al metro quadro delle abitazioni a Trento sono passati da 4-5 mila euro per quanto concerne i valori massimi (riferibili agli immobili nuovi o in ottimo stato di conservazione) e da 3,7-4 mila euro per i valori minimi. Per quanto concerne le altre aree di principale riferimento, i prezzi delle case nella collina del capoluogo e a Trento Nord sono rimasti stabili a 3,3 mila euro al metro quadro, mentre a nord di Trento si arriva a 2,8 mila euro. Uscendo dalla macro area trentina, invece, si inizia a risparmiare: a Lavis i prezzi oscillano tra i 2,2 e i 2,5 mila euro al metro quadro, e così a Pergine.

Immobiliare Dubai, affitti stabili nel 2012

 Diverse volte, negli ultimi mesi, sul nostro sito abbiamo avuto modo di affrontare l’evoluzione del mercato immobiliare di Dubai, una delle aree maggiormente colpite dalla crisi del comparto real estate internazionale, che abbiamo personalmente eletto quale “simbolo” della bolla speculativa sul mattone (nell’auspicio di non dover sostituire Dubai ad altri mercati a forte rischio speculativo, come quello brasiliano).

Ebbene, una recente ricerca condotta dalla CBRE sostiene che il mercato immobiliare di Dubai, per quanto concerne almeno il settore degli uffici e delle proprietà non abitative, stia per raggiungere la tanto attesa stabilità, con canoni di locazione che dovrebbero rimanere invariati nel corso del 2012, permettendo così un arresto della grave crisi dei prezzi commerciali del comparto.

Immobiliare Grecia, brutte previsioni per il 2012

 Della Grecia, di questi tempi, si è detto praticamente tutto. Il Paese ellenico sta lottando per cercare una adeguata ristrutturazione del proprio debito che possa consentirle di superare questa criticissima fase, e per tale motivo cerca di trovare delle intese con i propri creditori, ratificando un contratto di sostituzione dell’attuale debito con nuovi strumenti finanziari dal valore nominale fortemente ribassato.

Ciò che, tuttavia, è più rilevante ai fini del nostro sito, è relativo all’andamento del mercato immobiliare della Penisola, che non sembra essere destinato a una rapida ripresa. Anzi, secondo quanto afferma una recentissima ricerca, i prezzi delle proprietà immobiliari greche sarebbero destinati a subire un’ulteriore contrazione nel corso del 2012 recentemente avviato, e che si preannuncia particolarmente arduo.

Immobiliare Svizzera: crescita stabile, ma rischi speculativi

 Sono contrastanti i pareri sull’andamento dell’immobiliare svizzero: se da una parte, infatti, gli operatori esprimono apprezzamenti per il modo in cui il mercato real estate locale sta riuscendo a crescere in maniera stabile, dall’altra parte uno studio di Credit Suisse accende i riflettori sul pericolo della formazione di una pericolosa bolla speculativa, trainata da importanti investimenti (stimolati anche da un livello molto basso di tassi di interesse di riferimento).

Il mercato immobiliare svizzero sembra essere uscito piuttosto bene dalla crisi congiunturale che ha colpito il mercato europeo nel corso degli ultimi anni, con un rallentamento internazionale che non è riuscito a produrre un freno deciso agli sviluppi del mattone del Paese. Tuttavia, i dati di giudizio sul mercato svizzero non sembrano essere tutti positivi e, anzi, c’è chi prospetta un futuro a breve termine molto complicato per il real estate elvetico.

Prezzi case: l’aggiornamento di Confedilizia

 Confedilizia ha pubblicato un recente report denominato “Un anno di quotazioni del Borsino Immobiliare”, rilevando un andamento sostanzialmente negativo delle locazioni, e dei valori di compravendita degli immobili adibiti ad uso abitativo in tutti i capoluoghi d’Italia.

Stando a quanto emerge dalla media delle rilevazioni compiute nel 2011, emerge la conferma delle località piùcare” d’Italia nelle principali aree metropolitane. Per zone centrali, il leader del comparto è ancora Venezia, con un prezzo di 9.300 euro al metro quadro, seguita da Roma (8.940 euro al metro quadro), Milano (7.800 euro al metro quadro), che anche nel corso dell’ultimo esercizio ribadiscono la loro prevalenza d’onerosità sull’intero territorio della Penisola, con picchi diversificati a seconda dei quartieri centrali di appartenenza delle proprietà immobiliari abitative.

Immobiliare Svezia, rischio calo a causa della recessione

 I prezzi delle case svedesi potrebbero calare ancora durante i prossimi mesi, a causa degli incombenti rischi di recessione sull’economia del Paese scandinavo. Ad annunciarlo è il governatore della Banca Centrale locale (la Riksbank) Stefan Ingves, che apre di fatto una nuova possibile era nel real estate di una delle nazioni che era ritenuta maggiormente distante dai pericoli di criticità economico finanziarie.

“Non è irragionevole pensare che i prezzi delle case possano calare un po’, o almeno stabilizzarsi al livello odierno” – ha dichiarato Ingves durante una recente intervista rilasciata a Stoccolma, soffermandosi poi sul fatto che le concessioni creditizie attuali siano significativamente inferiori rispetto a quanto riscontrabile appena uno o due anni fa, e ribadendo l’estrema debolezza dello sviluppo economico generale del Paese.

Acquisto casa, meno soldi a disposizione da parte delle famiglie

 Sono sempre di meno i soldi “reali” a disposizione delle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione. A certificare il crollo del potere d’acquisto dei cittadini della Penisola per l’acquisto di una prima o di una seconda casa è l’Osservatorio di Casa.it, che ha preso in considerazione l’arco temporale da luglio 2011 a gennaio 2012, attestando un calo dell’11% a Bologna, del 7% a Padova e a Firenze, e una migliore tenuta nei grandi centri urbani e metropolitani come Milano, Roma e Torino.

Sempre secondo quanto affermato dall’Osservatorio del portale immobiliare, il mercato degli affitti sta tenendo un trend stabile e positivo, con una dinamicità maggiore rispetto a quanto avviene all’interno del comparto delle compravendite. Ma quali sono le ragioni di questa negativa evoluzione dell’approccio della potenziale clientela nei confronti delle operazioni di acquisto della propria casa?

Immobiliare spagnolo ancora in difficoltà

 Sono finalmente giunte a conoscenza le statistiche ufficiali sull’andamento del mercato immobiliare spagnolo nel corso del 2011. Dati che – come era ampiamente possibile attendersi – confermano le straordinarie difficoltà cui sta andando incontro il real estate del Paese iberico, che ha chiuso lo scorso anno con un saldo nettamente negativo sia per quanto concerne l’andamento delle transazioni di compravendita, sia per quanto concerne i valori commerciali di conclusione dei contratti di acquisto delle proprietà abitative. E il 2012, almeno stando alle prime settimane, non sembra esser cominciato nel migliore dei modi.

L’Istituto Nazionale di Statistica (INE) di Madrid attesta infatti un calo delle vendite di abitazioni pari al 17,7%, dopo che il 2010 aveva vissuto una leggera ripresa (+ 6,8%) più che altro detrminata dal crollo dell’esercizio ancora precedente. Ragionando in termini assoluti, il totale delle case vendute in Spagna è stato pari a 361.831 unità, meno della metà dell’ammontare che era stato riscontrato nell’ultimo anno antecedente all’esplosione della crisi economico finanziari del 2008.

Calo del 12% negli investimenti immobiliari in Italia

 Secondo quanto rivela uno studio condotto dal Cbre, in Europa gli investimenti immobiliari sarebbero cresciuti del 4% durante il 2011, per un controvalore in termini assoluti che si aggira intorno ai 115 miliardi di euro. La Penisola ha invece conseguito un andamento in controtendenza con la media del vecchio Continente, visto e considerato che i dati Cbre sostengono come gli impieghi nel mattone siano calati del 12%, per una cifra vicina ai 4,3 miliardi di euro.

A penalizzare fortemente il trend degli investimenti italiani è stato il contributo degli investitori esteri, che hanno ridotto la spesa del 22% a 1,1 miliardi di euro, pari al 25% del totale. “Negli ultimi mesi dello scorso anno parallelamente all’acuirsi della crisi del debito” – ha osservato l’amministratore di Cbre Italia, Alessandro Mazzanti – “abbiamo assistito a un raffreddamento del sentiment, degli investitori che stavano guardando a operazioni in Italia”.

Investimenti immobiliari, buone prospettive per il mercato brasiliano

 Secondo alcune recenti previsioni, i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo in Brasile dovrebbero crescere ancora durante il 2012, seppur con ritmi sensibilmente inferiori a quanto riscontrato nel corso degli esercizi precedenti. Un sondaggio compiuto tra alcuni esperti finanziari auspica infatti una crescita dei valori commerciali compresa tra un minimo di 5 e un massimo di 10 punti percentuali, con il pericolo – tuttavia – che si possa finire in una pericolosa bolla speculativa.

A trainare la crescita del mercato immobiliare brasiliano è la locale “classe media”, il cui reddito e il tenore di vita è significativamente migliorato negli ultimi anni, con un ampio volume di persone che ha scelto di abbandonare la strada della locazione per decidere di acquisire una propria prima casa, contribuendo in tal modo a generare evidenti pressioni al rialzo nel corso dei prezzi delle proprietà abitative del Paese sud americano.