
Rispetto a quanto precedentemente atteso, un numero sorprendentemente elevato di cittadini americani hanno siglato degli accordi preliminari di compravendita durante il mese di febbraio, dimostrando così di volersi impegnare in un prossimo acquisto di una proprietà immobiliare ad uso abitativo.
A evidenziare tale aspetto in maniera piuttosto chiara è stata, nel corso delle scorse giornate, la National Association of Realtors con sede a Washington, che ha dichiarato come l’indice che misura i preliminari di vendita sia salito di 8,2 punti percentuali durante il secondo mese dell’anno, realizzando quello che, di fatto, è il secondo miglior incremento storico nelle rilevazioni periodiche dell’ente, tenuto conto del record registrato ad ottobre del 2001.
Secondo gli analisti della stessa National Association of Realtors, il dato sarebbe in grado di cancellare il brusco passo indietro rilevato a gennaio, quando l’indice retrocesse di 7,8 punti percentuali, e dimostrerebbe soprattutto l’effetto degli incentivi governativi sui comportamenti dei cittadini americani.