Immobiliare commerciale, debole avvio nel 2012

 Dopo un positivo termine del 2011, il mercato delle proprietà immobiliari commerciali del Regno Unito ha riscontrato un evidente deterioramento all’inizio del 2012, con valori di mercato in decremento di 0,2 punti percentuali, e un ritorno totale degli investimenti di 0,3 punti percentuali nel mese di gennaio, come confermato da un recentissimo report mensile pubblicato negli ultimi giorni dalla CBRE.

Secondo la società di analisi, il deterioramento di inizio anno sarebbe il culmine di un graduale declino della fiducia degli operatori commerciali, già rilevato negli ultimi 6 – 9 mesi, e nonostante una ripresa graduale compiuta dalle attività di settore nel mese di dicembre. Nel 2011, il controvalore degli scambi immobiliari commerciali è stato pari a 33,4 miliardi di sterline, il 35% dei quali effettuati da capitali stranieri. Tuttavia, in tutti i tre settori del commercial (retail, uffici e industriale) i valori di mercato sono diminuiti di 0,2 punti percentuali.

Acquisto casa, meno soldi a disposizione da parte delle famiglie

 Sono sempre di meno i soldi “reali” a disposizione delle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione. A certificare il crollo del potere d’acquisto dei cittadini della Penisola per l’acquisto di una prima o di una seconda casa è l’Osservatorio di Casa.it, che ha preso in considerazione l’arco temporale da luglio 2011 a gennaio 2012, attestando un calo dell’11% a Bologna, del 7% a Padova e a Firenze, e una migliore tenuta nei grandi centri urbani e metropolitani come Milano, Roma e Torino.

Sempre secondo quanto affermato dall’Osservatorio del portale immobiliare, il mercato degli affitti sta tenendo un trend stabile e positivo, con una dinamicità maggiore rispetto a quanto avviene all’interno del comparto delle compravendite. Ma quali sono le ragioni di questa negativa evoluzione dell’approccio della potenziale clientela nei confronti delle operazioni di acquisto della propria casa?

Immobiliare Italia, Confedilizia stima anno difficile

 Confedilizia ha presentato un’analisi (il “Borsino immobiliare”) semestrale, che rileva i più recenti valori di compravendita degli immobili abitativi dei capoluoghi di provincia italiani, confrontandoli con quelli di riferimento dei periodi precedenti, e cercando di trarre alcune linee tendenziali per quello che potrebbe essere lo sviluppo a breve termine del comparto immobiliare e creditizio della Penisola.

Stando a quanto rileva Confedilizia, nel 2011 i prezzi massimi medi (riferiti a immobili di nuova costruzione, o quelli ristrutturati a nuovo) sono stati pari a 9.300 euro al metro quadro per Venezia, 8.940 euro al metro quadro per Roma, 7.800 euro al metro quadro per Milano. Per le zone semicentrali, Venezia è ancora il capoluogo più caro con 6.290 euro al metro quadro, seguito da Milano con 5.250 euro al metro quadro e Roma con 5.040 euro al metro quadro. Per le zone periferiche, Roma è al top con 4.030 euro al metro quadro, seguita da Venezia con 3.960 euro al metro quadro e Milano con 3.450 euro al metro quadro.

Acquisti case: cresce la richiesta di miniappartamenti

 Acquistare loft e miniloft. Sembra essere questa la nuova tendenza del mercato immobiliare italiano, che in un’epoca di continue evoluzioni – per lo più dettate dagli effetti sul mattone di questa lunga ondata di crisi sociale, economica e finanziaria – sta mutando in favore di nuove realtà abitative, e della conclusione di operazioni immobiliari che possano rispettare al meglio i cambiamenti sociali e culturali che stanno coinvolgendo le nuove generazioni.

Il primo motivo di cambiamento sociale è certamente relativo alla diminuzione del numero dei componenti dei nuclei familiari. Le nuove famiglie italiane scarsamente vantano più di due figli, con la conseguenza di rendere meno necessarie le operazioni di acquisizioni di case con spazi piuttosto rilevanti. Cresce altresì il numero di single, e di coloro che si spostano per motivi di lavoro.

Calo del 12% negli investimenti immobiliari in Italia

 Secondo quanto rivela uno studio condotto dal Cbre, in Europa gli investimenti immobiliari sarebbero cresciuti del 4% durante il 2011, per un controvalore in termini assoluti che si aggira intorno ai 115 miliardi di euro. La Penisola ha invece conseguito un andamento in controtendenza con la media del vecchio Continente, visto e considerato che i dati Cbre sostengono come gli impieghi nel mattone siano calati del 12%, per una cifra vicina ai 4,3 miliardi di euro.

A penalizzare fortemente il trend degli investimenti italiani è stato il contributo degli investitori esteri, che hanno ridotto la spesa del 22% a 1,1 miliardi di euro, pari al 25% del totale. “Negli ultimi mesi dello scorso anno parallelamente all’acuirsi della crisi del debito” – ha osservato l’amministratore di Cbre Italia, Alessandro Mazzanti – “abbiamo assistito a un raffreddamento del sentiment, degli investitori che stavano guardando a operazioni in Italia”.

Mercato immobiliare Italia, ottimismo tra i compratori

 Secondo una recentissima ricerca condotta da Immobiliare.it, gli italiani si confermano piuttosto ottimisti per quanto concerne l’andamento del mercato immobiliare. Il portale del settore ricorda infatti come sia stabile la percentuale di persone che ritengono che questo sia un buon momento per poter comprare casa: dopo il brusco calo avvertito a metà 2011, infatti, la percentuale degli ottimisti è rimasta stabile intorno al 45% per l’ultimo trimestre dell’anno.

La stabilità della fetta di italiani che ritiene che l’operazione di acquisto immobiliare sia molto conveniente in questo momento, va inoltre ad aggiungersi a una crescente quota di popolazione italiana che invece ritiene che sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliari tra un anno: la percentuale degli italiani che ritiene sia meglio acquistare casa all’inizio del 2013 è infatti cresciuta dal 19,2% al 21,72%, mentre rimane stabile intorno al 20% la quota di pessimisti che invece ritiene che non è ancora giunto il momento per definire quando acquistare.

Tasso misto sempre meno gettonato

 Secondo quanto affermato da una recentissima indagine compiuta da Mutui.it, uno dei principali comparatori di finanziamenti presenti all’interno del mercato italiano, solo  il 2% dei cittadini della Penisola interessati alla sottoscrizione di un contratto di credito opterebbe per il tasso misto. Una percentuale molto bassa, che l’amministratore delegato della compagnia, Alberto Genovese, ha cercato di spiegare con un approfondimento diffuso a mezzo stampa.

“In tempi di incertezza economica” – afferma l’a.d. – “è una reazione naturale puntare ad un tasso di interesse che non ci riservi sorprese nei prossimi anni; ecco perché il tasso fisso sembra riscuotere un interesse sempre maggiore. Eppure diverse tipologie di mutuo, come quelle a tasso misto, potrebbero rivelarsi più vantaggiose, soprattutto perché più flessibili”.

Prezzi delle case in Italia: ecco le previsioni per il 2012

 Secondo quanto affermato da una recente ricerca di Tecnocasa, i prezzi degli immobili, in Italia, rimarranno sostanzialmente stabili nel corso dell’anno appena cominciato. Come già accaduto in passato, le dinamiche risulteranno più favorevoli nelle grandi città (e in particolar modo in quelle del Centro Nord) rispetto a quanto riscontrabile nei comuni più piccoli e negli hinterland (e, in questo caso, soprattutto nel Sud del Paese).

Tecnocasa, pur premettendo che l’attuale contesto macroeconomico incerto “rende difficile effettuare delle previsioni”, è convinta che a livello nazionale i prezzi oscilleranno tra una contrazione di un punto percentuale e un incremento della stessa entità. Come detto, migliore sarà la performance di Roma, Milano e Torino, con prezzi tra la stabilità e l’incremento di 2 punti percentuali, mentre a Napoli e Bari è previsto un lieve decremento che, nella peggiore delle ipotesi, potrà toccare i 2 punti percentuali.

Mutuo a tasso fisso dalla Banca del Garda

 Chi vuole acquistare, costruire o ristrutturare la prima o la seconda casa, può effettuare tali operazioni anche grazie all’operazione di mutuo a tasso fisso disponibile in tutte le filiali della Banca del Garda. Un mutuo, quello offerto dall’istituto di credito in questione, a condizioni di onerosità certe e predeterminate, e con la possibilità di restituiren el lungo termine il capitale ottenuto in prestito.

Il tasso di interesse applicato al capitale oggetto di mutuo sarà infatti calcolato sulla base dell’IRS di durata, maggiorato di uno spread concordato tra le parti, e dipendente principalmente dall’estensione temporale della transazione. Il mutuatario si avvantaggerà della possibilità di poter prevedere con certezza l’ammontare delle rate oggetto del programma di rimborso, rinunciando tuttavia alla possibilità di godere di eventuali deprezzamenti delle uscite monetarie, in virtù di cali dei tassi di mercato.

Mutui, 2011 negativo per i finanziamenti online

 Sono sostanzialmente negativi i dati relativi all’andamento del comparto dei mutui per un 2011 appena conclusosi. Secondo quanto afferma l’osservatorio mutui di Mutui-Internet.it, infatti, l’anno si sarebbe chiuso con una domanda di prestiti per importi medi in fase calante, con un volume medio del terzo trimestre pari a 157.785 euro, e un volume medio del quarto trimestre invece pari a 152.650 euro.

Ciò che non cambia è invece la durata media del mutuo, intorno ai 26 anni: un indicatore che rende pertanto nota la preferenza degli italiani per finanziamenti di lunga estensione temporale, concentrati orientativamente tra i 30 anni e – soprattutto – i 25 anni. Il reddito medio dei richiedenti risulta infine essere pari a un livello di poco superiore ai 2 mila euro netti mensili (2.077 euro).

Vendere casa, obbligatorio il certificato energetico

 Tra le numerose novità che stanno coinvolgendo tutti gli italiani in questo inizio 2012, vi è anche una importantissima riforma nel settore immobiliare: l’obbligatorietà di pubblicizzare il possesso del regolare certificato energetico in caso di compravendita dell’immobile, con l’annuncio di vendita che dovrà altresì contenere l’indicazione della classe energetica di appartenenza della casa o dell’edificio (utile per permettere al potenziale acquirente di comprendere il livello di consumo energetico dell’abitazione). 

L’obbligo di cui sopra, introdotto con il decreto rinnovabili (il d. lgs. 28/2011) dovrebbe pertanto aiutare gli acquirenti di immobili a comprendere nel migliore dei modi quale sarà il consumo energetico legato alla ordinaria conduzione degli stessi, con particolare riferimento per quel che concerne la necessità di riscaldare gli ambienti (il calcolo prodotto dall’indice farà riferimento al quantitativo energetico in relazione a un metro quadro).

Affittare la casa di montagna last minute: una tendenza in fase di crescita

 Sono sempre di meno le case di montagna affittate in largo anticipo, mentre crescono i volumi di case di montagna affittate last minute. Le prenotazioni dell’ultimo momento continuano infatti ad incrementare, a discapito di quelle con ampia pianificazione, e a dimostrazione di un trend (quello dello sfruttamento delle offerte del last minute) in fase di consolidamento, come dimostrano i dati forniti dal portale Immobiliare.it.

Secondo quanto affermato dalle statistiche compiute dal sito internet, infatti, le prenotazioni di case in montagna per le feste avrebbero subito una flessione piuttosto netta, sia per quanto concerne il numero di abitazioni impegnate in locazione per l’intero periodo natalizio, sia per quanto invece concerne i prezzi medi dei canoni di affitto, trascinati al ribasso da una domanda sempre più scarsa nel comparto.

IMU, effetti anche sugli affitti

 L’IMU (Imposta Municipale Unica) entrerà in vigore tra pochi giorni reintroducendo nel nostro ordinamento l’imposizione fiscale sulla prima casa, e incorporando una quota Irpef relativa alle rendite da locazioni immobiliari. Una imposta che colpirà non solamente chi possiede la seconda casa che vacanze, ma anche coloro che hanno una proprietà immobiliare abitativa adibita a locazione.

L’introduzione dell’IMU, anzi, corre il rischio di generare un evidente beneficio per coloro che posseggono case sfitte, penalizzando oltre modo chi invece affitta la propria seconda casa agli inquilini, con possibili ricadute economiche nei confronti di questi ultimi, che potrebbero presto trovarsi dinanzi a canoni di locazione più salati che in passato.

Immobiliare Italia, dall’estero arrivano outlook positivi

 Nonostante le estreme difficoltà finanziarie che l’euroregione sta attraversando (e con essa, ancor di più, il nostro Paese), le previsioni a medio termine sull’immobiliare italiano si fanno via via sempre più positive. Secondo quanto afferma una recentissima ricerca condotta da Jones Lang LaSalle, infatti, gli investimenti immobiliari dovrebbero crescere con un ritmo ben più sostenuto del recente passato nel corso del 2012, esercizio che pertanto pare candidarsi come una base di potenziale sviluppo per quanto concerne gli impieghi nel real estate.

Più in particolare, Jones Lang LaSalle afferma che gli investimenti immobiliari nella Penisola sono rimasti sostanzialmente invariati dal 2007 ad oggi, con un impiego trimestrale medio che si aggira intorno al miliardo di euro. Vi sarebbero tuttavia elementi ragionevoli, sottolinea l’analisi, per poter sperare in un 2012 di ripresa, considerato che il rischio del Paese potrebbe affievolirsi nel corso dei prossimi mesi, allettando numerosi investitori internazionali.