Immobiliare: compravendite diminuite dell’1,9%

 Secondo quanto affermato da un recentissimo report condotto dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del Territorio, il 2011 si sarebbe chiuso con un ulteriore rallentamento delle compravendite immobiliari rispetto al precedente periodo di confronto. Stando alle rilevazioni compiute dall’Osservatorio, infatti, su base annua le compravendite avrebbero subito un drastico calo, fatta eccezione per il solo settore delle produzioni, che ha invece agito in controtendenza chiudendo il 2011 con uno sviluppo positivo per 5,3 punti percentuali.

Soffermandoci unicamente sul quarto trimestre 2011 – periodo utile per cercare di comprendere come si evolverà l’inizio del 2012 – si riscontra un incremento delle compravendite pari a 0,4 punti percentuali rispetto a quanto rilevato nel corso dello stesso trimestre del precedente anno. Un segnale che è di sostanziale stabilità rispetto a quanto rivelato l’anno scorso, che dovrebbe altresì confermarsi nel corso di un 2012 appena iniziato, e che già si preannuncia particolarmente incerto sui suoi esiti finali.

Agenzie immobiliari, si vende sempre di meno

 Le agenzie immobiliari italiane stanno continuando a fare (pesantemente) i conti con la lunga crisi di settore. A titolo di esempio significativo, basti considerare quanto sta accadendo tra gli operatori del comparto milanese: il capoluogo lombardo negli ultimi anni ha perso quasi il 30% di compravendite immobiliari, contro una crescita piuttosto ingente nel numero di mediatori iscritti alla Camera di Commercio (passati rapidamente da quota 7.333 unità a fine 2009, a 8.059 unità a fine 2011).

Il risultato è stato palese: meno immobili da vendere, e più operatori interessati, significa una maggior fatica a dividere equamente la torta del settore. Di conseguenza, il business medio delle agenzie immobiliari è precipitato, e non sono rare le uscite involontarie da un segmento che ha sofferto tantissimo durante gli ultimi tre anni, e si appresta ad affrontare un 2012 non certo all’insegna della positività e dell’ottimismo.

Ricerca case, donne prevalgono sugli uomini

 Secondo una recentissima inchiesta compiuta dal portale Tecnocasa.it sulle transazioni immobiliari del mese di febbraio 2012, sarebbero le donne a prevalere sugli uomini per quanto concerne le visite online sul portale specializzato, al fine di reperire maggiori informazioni sulla potenziale casa da acquistare. Una percentuale che è leggermente superiore a quella dei colleghi maschi (53% contro il 47%), e che pertanto conferma una lieve prevalenza del gentil sesso rispetto alle visite compiute dagli uomini.

Per quanto concerne l’età anagrafica di riferimento, la stragrande maggioranza dei visitatori ha un’età compresa tra i 25 e i 54 anni (il 93%), costituendo così di fatto un’eccezione piuttosto significativa coloro che si collegano per ricercare casa con età anagrafica inferiore ai 25 anni, o superiore ai 54 anni. Inoltre, la maggioranza dei visitatori (il 58%) avrebbe un’età compresa tra i 35 e i 44 anni, a conferma della prevalenza di questa fascia anagrafica sul fronte dei finanziamenti immobiliari ipotecari richiesti, e sul volume di transazioni immobiliari compiute.

Prezzi case: l’aggiornamento di Confedilizia

 Confedilizia ha pubblicato un recente report denominato “Un anno di quotazioni del Borsino Immobiliare”, rilevando un andamento sostanzialmente negativo delle locazioni, e dei valori di compravendita degli immobili adibiti ad uso abitativo in tutti i capoluoghi d’Italia.

Stando a quanto emerge dalla media delle rilevazioni compiute nel 2011, emerge la conferma delle località piùcare” d’Italia nelle principali aree metropolitane. Per zone centrali, il leader del comparto è ancora Venezia, con un prezzo di 9.300 euro al metro quadro, seguita da Roma (8.940 euro al metro quadro), Milano (7.800 euro al metro quadro), che anche nel corso dell’ultimo esercizio ribadiscono la loro prevalenza d’onerosità sull’intero territorio della Penisola, con picchi diversificati a seconda dei quartieri centrali di appartenenza delle proprietà immobiliari abitative.

Immobiliare Italia sempre più debole a fine 2011

 Secondo quanto sostenuto da un recentissimo report condotto dalla Banca d’Italia in collaborazione con Tecnoborsa e con l’Agenzia del Territorio, il quarto trimestre del 2011 si sarebbe chiuso in maniera evidentemente negativa per il mercato immobiliare italiano, con una contrazione delle attività ben più grave di quanto riscontrato in precedenza dagli operatori del real estate tricolore.

Per quanto concerne i principali tratti distintivi, infatti, è facile comprendere come l’offerta abbia superato abbondantemente la domanda, generando evidenti pressioni al ribasso nei prezzi degli appartamenti. I tempi di vendita si sono ancora allungati, mentre la contrazione dei valori commerciali abitativi è stata piuttosto disomogenea, andando a penalizzare alcune aree periferiche, e reggendo meglio le turbolenze in alcune delle principali zone metropolitane.

Previsioni immobiliare 2012: le stime della Fiaip

 Come ogni anno, la Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) ha diramato il proprio report analitico su quanto avverrà nel corso dell’anno. Un report che fotografa una situazione piuttosto debole e precaria del mercato immobiliare tricolore, soprattutto in relazione al comparto residenziale urbano. L’unico segmento di mercato che sembra potersi sottrarre alla crisi è, ancora una volta, quello delle locazioni.

Pertanto, se il 2011 si è chiuso con risultati deludenti, anche i primi trimestri del 2012 dovrebbero garantire – purtroppo – la naturale prosecuzione del trend, con ciò che potrebbe conseguirne in termini di ulteriore chiusura d’anno con segno negativo. Solamente nel secondo semestre vengono infatti auspicati timidi segnali di ripresa, comunque incapaci di invertire la tendenza e compensare le perdite della prima parte dell’anno.

Immobiliare commerciale, debole avvio nel 2012

 Dopo un positivo termine del 2011, il mercato delle proprietà immobiliari commerciali del Regno Unito ha riscontrato un evidente deterioramento all’inizio del 2012, con valori di mercato in decremento di 0,2 punti percentuali, e un ritorno totale degli investimenti di 0,3 punti percentuali nel mese di gennaio, come confermato da un recentissimo report mensile pubblicato negli ultimi giorni dalla CBRE.

Secondo la società di analisi, il deterioramento di inizio anno sarebbe il culmine di un graduale declino della fiducia degli operatori commerciali, già rilevato negli ultimi 6 – 9 mesi, e nonostante una ripresa graduale compiuta dalle attività di settore nel mese di dicembre. Nel 2011, il controvalore degli scambi immobiliari commerciali è stato pari a 33,4 miliardi di sterline, il 35% dei quali effettuati da capitali stranieri. Tuttavia, in tutti i tre settori del commercial (retail, uffici e industriale) i valori di mercato sono diminuiti di 0,2 punti percentuali.

Acquisto casa, meno soldi a disposizione da parte delle famiglie

 Sono sempre di meno i soldi “reali” a disposizione delle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione. A certificare il crollo del potere d’acquisto dei cittadini della Penisola per l’acquisto di una prima o di una seconda casa è l’Osservatorio di Casa.it, che ha preso in considerazione l’arco temporale da luglio 2011 a gennaio 2012, attestando un calo dell’11% a Bologna, del 7% a Padova e a Firenze, e una migliore tenuta nei grandi centri urbani e metropolitani come Milano, Roma e Torino.

Sempre secondo quanto affermato dall’Osservatorio del portale immobiliare, il mercato degli affitti sta tenendo un trend stabile e positivo, con una dinamicità maggiore rispetto a quanto avviene all’interno del comparto delle compravendite. Ma quali sono le ragioni di questa negativa evoluzione dell’approccio della potenziale clientela nei confronti delle operazioni di acquisto della propria casa?

Immobiliare Italia, Confedilizia stima anno difficile

 Confedilizia ha presentato un’analisi (il “Borsino immobiliare”) semestrale, che rileva i più recenti valori di compravendita degli immobili abitativi dei capoluoghi di provincia italiani, confrontandoli con quelli di riferimento dei periodi precedenti, e cercando di trarre alcune linee tendenziali per quello che potrebbe essere lo sviluppo a breve termine del comparto immobiliare e creditizio della Penisola.

Stando a quanto rileva Confedilizia, nel 2011 i prezzi massimi medi (riferiti a immobili di nuova costruzione, o quelli ristrutturati a nuovo) sono stati pari a 9.300 euro al metro quadro per Venezia, 8.940 euro al metro quadro per Roma, 7.800 euro al metro quadro per Milano. Per le zone semicentrali, Venezia è ancora il capoluogo più caro con 6.290 euro al metro quadro, seguito da Milano con 5.250 euro al metro quadro e Roma con 5.040 euro al metro quadro. Per le zone periferiche, Roma è al top con 4.030 euro al metro quadro, seguita da Venezia con 3.960 euro al metro quadro e Milano con 3.450 euro al metro quadro.

Acquisti case: cresce la richiesta di miniappartamenti

 Acquistare loft e miniloft. Sembra essere questa la nuova tendenza del mercato immobiliare italiano, che in un’epoca di continue evoluzioni – per lo più dettate dagli effetti sul mattone di questa lunga ondata di crisi sociale, economica e finanziaria – sta mutando in favore di nuove realtà abitative, e della conclusione di operazioni immobiliari che possano rispettare al meglio i cambiamenti sociali e culturali che stanno coinvolgendo le nuove generazioni.

Il primo motivo di cambiamento sociale è certamente relativo alla diminuzione del numero dei componenti dei nuclei familiari. Le nuove famiglie italiane scarsamente vantano più di due figli, con la conseguenza di rendere meno necessarie le operazioni di acquisizioni di case con spazi piuttosto rilevanti. Cresce altresì il numero di single, e di coloro che si spostano per motivi di lavoro.

Calo del 12% negli investimenti immobiliari in Italia

 Secondo quanto rivela uno studio condotto dal Cbre, in Europa gli investimenti immobiliari sarebbero cresciuti del 4% durante il 2011, per un controvalore in termini assoluti che si aggira intorno ai 115 miliardi di euro. La Penisola ha invece conseguito un andamento in controtendenza con la media del vecchio Continente, visto e considerato che i dati Cbre sostengono come gli impieghi nel mattone siano calati del 12%, per una cifra vicina ai 4,3 miliardi di euro.

A penalizzare fortemente il trend degli investimenti italiani è stato il contributo degli investitori esteri, che hanno ridotto la spesa del 22% a 1,1 miliardi di euro, pari al 25% del totale. “Negli ultimi mesi dello scorso anno parallelamente all’acuirsi della crisi del debito” – ha osservato l’amministratore di Cbre Italia, Alessandro Mazzanti – “abbiamo assistito a un raffreddamento del sentiment, degli investitori che stavano guardando a operazioni in Italia”.

Mercato immobiliare Italia, ottimismo tra i compratori

 Secondo una recentissima ricerca condotta da Immobiliare.it, gli italiani si confermano piuttosto ottimisti per quanto concerne l’andamento del mercato immobiliare. Il portale del settore ricorda infatti come sia stabile la percentuale di persone che ritengono che questo sia un buon momento per poter comprare casa: dopo il brusco calo avvertito a metà 2011, infatti, la percentuale degli ottimisti è rimasta stabile intorno al 45% per l’ultimo trimestre dell’anno.

La stabilità della fetta di italiani che ritiene che l’operazione di acquisto immobiliare sia molto conveniente in questo momento, va inoltre ad aggiungersi a una crescente quota di popolazione italiana che invece ritiene che sia più conveniente rimandare gli investimenti immobiliari tra un anno: la percentuale degli italiani che ritiene sia meglio acquistare casa all’inizio del 2013 è infatti cresciuta dal 19,2% al 21,72%, mentre rimane stabile intorno al 20% la quota di pessimisti che invece ritiene che non è ancora giunto il momento per definire quando acquistare.

Tasso misto sempre meno gettonato

 Secondo quanto affermato da una recentissima indagine compiuta da Mutui.it, uno dei principali comparatori di finanziamenti presenti all’interno del mercato italiano, solo  il 2% dei cittadini della Penisola interessati alla sottoscrizione di un contratto di credito opterebbe per il tasso misto. Una percentuale molto bassa, che l’amministratore delegato della compagnia, Alberto Genovese, ha cercato di spiegare con un approfondimento diffuso a mezzo stampa.

“In tempi di incertezza economica” – afferma l’a.d. – “è una reazione naturale puntare ad un tasso di interesse che non ci riservi sorprese nei prossimi anni; ecco perché il tasso fisso sembra riscuotere un interesse sempre maggiore. Eppure diverse tipologie di mutuo, come quelle a tasso misto, potrebbero rivelarsi più vantaggiose, soprattutto perché più flessibili”.

Prezzi delle case in Italia: ecco le previsioni per il 2012

 Secondo quanto affermato da una recente ricerca di Tecnocasa, i prezzi degli immobili, in Italia, rimarranno sostanzialmente stabili nel corso dell’anno appena cominciato. Come già accaduto in passato, le dinamiche risulteranno più favorevoli nelle grandi città (e in particolar modo in quelle del Centro Nord) rispetto a quanto riscontrabile nei comuni più piccoli e negli hinterland (e, in questo caso, soprattutto nel Sud del Paese).

Tecnocasa, pur premettendo che l’attuale contesto macroeconomico incerto “rende difficile effettuare delle previsioni”, è convinta che a livello nazionale i prezzi oscilleranno tra una contrazione di un punto percentuale e un incremento della stessa entità. Come detto, migliore sarà la performance di Roma, Milano e Torino, con prezzi tra la stabilità e l’incremento di 2 punti percentuali, mentre a Napoli e Bari è previsto un lieve decremento che, nella peggiore delle ipotesi, potrà toccare i 2 punti percentuali.