
Per chi ha intenzione di comprare una nuova abitazione, sia che si tratti di una prima casa, sia che si tratti di un secondo o terzo immobile a fini di investimento, questo è sicuramente il momento giusto per farlo. Da inizio anno, infatti, i prezzi delle case in Italia stanno subendo un decisivo calo, che ha avuto origine, in realtà, nel corso del 2012.
Una recente indagine portata a termine dagli esperti di Altroconsumo, organizzazione che da anni si occupa di tutela dei diritti dei consumatori, ha fatto recentemente luce sulle condizioni che vengono di norma richieste ai clienti dalle banche e dagli altri istituti di credito italiani per la concessione di mutui.




L’acquisto della nuda proprietà di un immobile prevede che l’acquirente diventi titolare di un diritto reale sulla casa acquistata, ma ne entri in effettivo possesso solamente al verificarsi di una determinata condizione stabilita nel contratto di vendita, e generalmente coincidente con il decesso del venditore, che rimarrà titolare del diritto di godimento del bene (in usufrutto) per tutto il periodo stabilito.
Con la riforma del condominio si va a incidere anche sulle modalità di installazione dell’antenna autonoma o condivisa. Partendo da quella autonoma, ricordiamo come l’installazione del proprio impianto per ricevere il segnale radiotelevisivo deve essere realizzata tenendo conto della necessità di recare il minor pregiudizio possibile alle parti comuni, e preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.
Con la circolare 24/E l’Agenzia delle Entrate è tornata a disciplinare la rilevanza delle spese per incrementi patrimoniali all’interno del redditometro. L’orientamento espresso dall’amministrazione finanziaria sembra essere integrativo rispetto a quanto espresso recentemente dalla Corte di Cassazione, che propone un approccio parzialmente differente al tema.
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Una delle domande maggiormente ricorrenti quando si richiede un mutuo è: quanto tempo passerà prima di poter stipulare il contratto davanti al notaio? Cerchiamo dunque di rispondere puntualmente a questa domanda, verificando quale sia l’effettiva durata di questa attesa, e da che cosa siano dovute le lungaggini che trattengono sulle scrivanie delle banche le nostre pratiche di finanziamento.
Negli ultimi giorni abbiamo avuto più volte modo di sottolineare quanto sia importante il contratto preliminare e quanto le sue clausole siano in grado di tutelare le parti promittente acquirente e venditore. Ma cosa accade se il contratto preliminare non viene rispettato e, pertanto, si verifica l’inadempimento di uno dei due protagonisti del contratto? La caparra va sempre trattenuta o esiste qualche alternativa prevista dalla legge?