Sta per prendere piede la nuova fase di dismissioni pubbliche di immobili. Il decreto legge che la scorsa settimana è stato varato dal Consiglio dei Ministri vedrà luce sulla Gazzetta Ufficiale tra breve tempo e, di conseguenza, prenderà il via la fase concreta di cessione delle proprietà immobiliari detenute da enti pubblici: un maxi progetto che, secondo le stesse stime dell’esecutivo, dovrebbe ammontare a complessivi 320 miliardi di euro.
A confermare quanto sopra è la relazione tecnica all’articolo 2 del d.l., che nel quantificare gli impatti del “processo dinamico che, considerata la tempistica necessaria per la valorizzazione dei diversi asset di proprietà pubblica, sarà volto ad assorbire nel tempo il portafoglio di proprietà delle Pubbliche Amministrazioni”, auspica una valorizzazione dei cespiti immessi sul mercato compresa tra i 239 e i 319 miliardi di euro.
Nonostante l’evidente periodo di crisi che sta colpendo il mercato immobiliare italiano, nel Lazio non finiscono di stupire le buone prestazioni commerciali dei mercati di Ostia e Sabaudia, pur con diverse determinanti.
Cercare (e trovare) casa a Firenze è sempre più difficile. Stando a quanto affermato da Tecnocasa, nei primi mesi del 2012 il mercato immobiliare di Firenze si è suddiviso in una zona sud più “pregiata”, con diminuzione dei prezzi per le abitazioni “difettose” (es. assenza di posti o box auto, di sfoghi esterni, aree trafficate, ecc.), e in una zona nord più economicamente accessibile, con compravendite subordinate per lo più alla concessione del mutuo, e pertanto in grado di risentire direttamente dell’evoluzione della stretta creditizia attualmente in atto.
Complice la crisi congiunturale e di settore, sempre più agenzie immobiliari sarebbero a rischio chiusura. Il fenomeno è diffuso in tutta Italia e, nel corso degli ultimi giorni, è stato sottolineato con preoccupazione dalla Confcommercio, che con Sergio Colombo, in particolare riferimento al mercato lucchese, spiega come “nelle agenzie si è passati da una media di otto compravendite al mese a tre”.
Secondo quanto affermato dall’Ance, il mercato immobiliare di Sondrio starebbe affrontando il periodo di crisi con una profonda debolezza degli affari. Dal 2006 ad oggi, infatti, il controvalore delle transazioni concluse all’interno del real estate dell’area urbana sarebbe crollato di circa 25 punti percentuali, aprendo un vero e proprio bacino di allarme nei confronti del settore, con la richiesta espressa di sostegni che possano permettere alle famiglie di riavvicinarsi al mondo del mattone, superando gli ostacoli del credit crunch bancario.
Secondo quanto affermato dalle ultime analisi compiute sul