Se ne parla da diverso tempo, ma l’impressione è che la vera contrazione dei prezzi delle case non si sia ancora verificata e, forse, non si verificherà mai. La rigidità delle quotazioni delle proprietà immobiliari della Penisola ha retto, almeno per il momento, la prova della flessione delle domande di acquisto delle proprietà immobiliari abitative e non e, ulteriormente, anche l’impatto della nuova imposta municipale unica.
Sembrerebbe pertanto che l’investimento immobiliare effettuato nel corso degli ultimi anni, nonostante tutto, sia ancora conveniente, per lo meno per chi ha un orizzonte temporale del medio lungo periodo. Chi invece cerca un investimento “facile” sulla propria abitazione, forse farebbe meglio a ricredersi, visto e considerato che il momento non sembra essere proprio dei migliori.
Secondo quanto ha affermato Luca Dondi, responsabile dell’Osservatorio immobiliare di Nomisma, l’abbattimento dei prezzi delle case dipenderà fondamentalmente dall’impatto delle imposte e delle spese necessario perchè l’immobile possa mantenersi nello stato in cui era a inizio locazione. Eugenio Biagotti, dell’Immobiliare Frusaglia, parla dell’Imu riferendosi soprattutto nella visione dell’acquirente finale, che sarebbe colpito in ultima istanza dall’influenza della nuova imposta. “Ma ci sono tanti altri fattori che contribuiscono a non rilanciare il mercato a partire dalla banche, fino alla burocrazia del Comune” – aggiunge Biagiotti.
Più volte (anche nelle ultime ore) ci siamo soffermati sul rischio di uno scoppio di una bolla immobiliare all’interno di alcuni tra i principali mercati mondiali. Un rischio che sta coinvolgendo trasversalmente tutto il mondo, visto e considerato che perfino il New York Times ha ipotizzato, nel breve termine, il rischio di una crisi del mattone nel mercato cinese, e visto e valutato che all’interno dei confini del vecchio Continente anche il real estate di Madrid sembra scricchiolare.
Il segmento delle case piccole sembra subire gli effetti negativi della crisi economica finanziaria in maniera più grave rispetto a quanto accade alle abitazioni di maggiori dimensioni. A rivelarlo è una ricerca condotta nel Nord Italia, le cui considerazioni possono tuttavia essere estese a buona parte del territorio nazionale, dove le compravendite di abitazioni di piccola ampiezza sono in corso di diminuzione o di rallentamento.
Non accenna a placarsi, a San Marino, la polemica generata dalla possibilità di aprire il mercato immobiliare anche agli stranieri. La coalizione Patto per San Marino, maggioranza nel Consiglio, ha ultimamente preso le distanze dalla proposta governativa di varare un provvedimento ribattezzato “immobili a chiunque”, mediante un ordine del giorno che impedisse l’eventuale organizzazione di un referendum abrogativo.
Secondo quanto ci riportano le ultime rilevazioni puntuali compiute sull’andamento delle quotazioni immobiliari delle case a Napoli, anche durante la seconda parte del 2011 i prezzi delle proprietà ad uso abitativo avrebbero subito una contrazione piuttosto significativa, pari al 3,3 per cento, che ha condotto l’intero 2011 a chiudere con quotazioni medie in calo del 5,5 per cento, contro la flessione del 3 per cento del 2010, quella del 6,1 per cento del 2009, quella del 6,8 per cento del 2008 e quella dell’1,6% nel 2007, primo anno di negatività nelle quotazioni del capoluogo campano.
Sono arrivati in consolidamento i dati ufficiali relativi all’andamento del mercato immobiliare torinese nel corso del 2011. Nello scorso anno, le quotazioni delle abitazioni del capoluogo piemontese sarebbero diminuite del 2,1%, dopo che nel 2010 erano riuscite a “chiudere” in territorio positivo, mostrando un leggero rialzo a quota 0,4 punti percentuali, che aveva a sua volta interrotto un biennio (il 2008 e il 2009) di forti flessioni.