Quanto consumano i condomini italiani

 Stando a quanto affermato da una recente analisi da parte di Domotecnica – Divisione Condomini, il condominio italiano in media consumerebbe circa 27.900 metri cubi di gas, emettendo nell’atmosfera circa 56 mila chilogrammi di anidride carbonica. Ne consegue che la bolletta media è pari a 26.300 euro, ovvero circa 1.256 euro per famiglia. Ma come ridurre questi importanti sprechi?

Prezzi case in calo del 5 pc nel prossimo biennio

 Secondo quanto affermato dal primo Rapporto sul mercato immobiliare, nel corso del biennio 2013 – 2014 si registrerà un ulteriore decremento dei prezzi degli immobili in Italia, con un passo indietro del 5 per cento per il primo anno, e del 3,9 per cento per il secondo anno. Nonostante il calo dei prezzi, le famiglie dovranno fare i conti con la crisi e, difficilmente, rinvigoriranno il proprio interesse per l’acquisto di immobili abitativi.

Prezzi case in Cina in crescita

 Tornano a crescere i prezzi degli immobili in Cina. Un dato evolutivo che dimostra – di fatto – come le autorità cinesi non riescano a contenere l’esplosione delle quotazioni immobiliari, che nel corso degli ultimi anni aveva assunto le proporzioni di una bolla speculativa. Vediamo allora quali sono state le mosse delle autorità del Paese asiatico e – soprattutto – quali siano gli ultimi risultati statistici elaborati all’interno del Paese.

Quanto risparmiare con la riqualificazione energetica

 La riqualificazione energetica degli immobili taglia i consumi in bolletta. Eppure, nonostante questo importante vantaggio conseguibile con un miglior efficientamento energetico della propria unità abitativa, troppo pochi sono gli italiani che si propongono l’obiettivo di intervenire su infissi, impianti e altri elementi utili per influenzare l’indice di classe energetica.

Immobili degli italiani all’estero

 Con le statistiche compiute sulla base delle dichiarazioni dei redditi Irpef, giungono interessanti considerazioni in materia immobiliare. È recentissima, ad esempio, la pubblicazione delle ultime stime sul numero di italiani che posseggono immobili all’estero, e sul loro complessivo valore: due numeri parzialmente sorprendenti, che smentiscono il fatto che la crisi abbia colpito tutto e tutti in identica misura.

Prezzo casa in Bulgaria

 Nel corso degli ultimi mesi abbiamo volutamente trascurato i nostri consueti approfondimenti sul mercato immobiliare dell’Est Europa, al fine di dedicarci più compiutamente a quanto accade in casa nostra. Torniamo oggi ad occuparci, pur brevemente, di quanto succede nel mercato immobiliare di Sofia e dintorni, del quale avevamo parlato qualche tempo fa, in odor di crisi internazionale del settore. Quale è l’attuale situazione?

Prezzi case Puglia in calo

 Continuano a calare i prezzi di vendita delle case in Puglia. Il locale mercato immobiliare continua infatti a soffrire le morse della crisi e – secondo le analisi effettuate dall’Osservatorio sul Mercato Immobiliare residenziale condotto da Gruppo Immobiliare.it e relativo al secondo semestre 2012 e al primo bimestre del 2013 – il trend sarebbe fortemente decrescente. Vediamo allora quale sia lo stato attuale di salute del real estate pugliese.

Immobili commerciali sfitti in crescita

 Secondo quanto elaborato nel corso degli ultimi giorni da Confesercenti, il numero degli immobili commerciali sfitti sarebbe in continua crescita. Un numero che riflette – di fatti- l’esplosione della crisi del commercio al dettaglio, a conferma delle cattive impressioni e delle proiezioni effettuate dalle più importanti associazioni di categoria per il primo trimestre 2013. Vediamo dunque quali sono le principali valutazioni, e come potrebbe evolversi l’anno in corso.

Credito immobiliare in calo del 43 per cento

 Secondo quanto emerge dalle ultime rilevazioni compiute dall’Agenzia delle Entrate, il credito immobiliare sarebbe crollato del 43 per cento nel corso del 2012, contribuendo a riportare le lancette dell’orologio del comparto del mattone nazionale indietro di 30 anni. La crisi dell’immobiliare non può che essere riconducibile alla chiusura parziale dei rubinetti del credito e del tracollo del numero di mutui erogati. Vediamo dunque quali sono le principali analisi elaborate dalle Entrate.

Fisco immobili non locati

 L’Agenzia delle Entrate, con la recente circolare 5/E/2013, ha chiarito che se gli immobili non locati pagano l’Imu, non devono essere oggetto di conteggio per il pagamento dell’Irpef. Stando all’Agenzia, infatti, dal 2012 l’imposta municipale unica sostituisce la “vecchia” imposta comunale sugli immobili e, per quanto concerne la sola componente immobiliare, l’Irpef, oltre alle addizionali regionali e comunali dovute sui redditi fondiari e sui beni locati.

Crisi immobiliare in rallentamento?

 La crisi immobiliare è ancora profonda, e le aspettative di breve termine non sono certamente rosee. Tuttavia, almeno a guardare le prime proiezioni sui dati dell’avvio del 2013, forse vi sono dei segnali di rallentamento nell’emorragia di compravendite e quotazioni. A dimostrazione di ciò, gli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio sul mercato immobiliare residenziale italiano condotto da immobiliare.it, in grado di abbracciare anche le prime statistiche del primo bimestre 2013.

Investimenti esteri nell’immobiliare italiano

 Quanto è attrattivo il mercato immobiliare italiano per gli investitori esteri? La risposta è certa: poco, salvo qualche ristretto settore del nostrano real estate. Il Paese è infatti ai margini europei per quanto concerne il livello di attrattività del proprio mercato in confronto a quello delle altre nazioni del vecchio Continente e, secondo un’indagine compiuta da Ernst & Young, pochi, nel vecchio Continente, riuscirebbero a far peggio.

Immobiliare Italia: cosa ne pensano gli investitori stranieri

 Ricordando quale sia la complessiva impressione degli investitori stranieri sul mercato immobiliare italiano (il 70% lo ritiene poco o per nulla attrattivo) abbiamo volutamente trascurato l’approfondimento sul perchè il mercato nazionale venga giudicato così scarso agli occhi esteri. Vediamo dunque perchè – secondo l’analisi di Ernst & Young – i fondi internazionali si terranno alla larga dai lidi tricolori.

Compravendite in calo del 26%

 Gli ultimi dati ufficiali sull’andamento del mercato immobiliare ci confermano tutte le impressioni negative sul trend del real estate tricolore. In particolare, le compravendite del 2012 si sarebbero fermate a 444 mila unità, in flessione del 25,8 per cento rispetto all’anno precedente: nel solo quarto trimestre gli affari degli agenti immobiliari sarebbero precipitati del 29,6 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno prima, a conferma del dramma vissuto dal mattone locale.