Continuiamo a parlare di IMU, uno degli argomenti più caldi di questa fase finale della primavera 2012. oggi ci soffermiamo su un aspetto piuttosto specifico dell’imposta municipale unica, legata alla presenza di immobili inagibili, o inabiltabili. Per loro, così come per la stragrande maggioranza delle proprietà immobiliari, è previsto il pagamento dell’imposta municipale unica: anche se non producono reddito, pertanto, il loro valore deve essere tassato, previo “sconto” con riduzione al 50% della base imponibile, come già previsto dal d.l. 201 del 2011.
Ma come individuare un fabbricato inagibile o inabitabile? Il fabbricato, ricordiamo, si dice inagibile se è posto a pericolo per carenze strutturali. Il fabbricato è invece inabitabile se invece il flabbricato – pur essendo staticamente idoneo (cioè, agibile), non possiede tutte le caratteristiche tecniche che invece lo renderebbero fruibile (ad esempio, la presenza di un un corretto allaccio per la disponibilità di acqua corrente, o ancora i vetri o gli infissi alle finestre). Per sfortuna dei soggetti interessati, la normativa sull’imposta municipale unica equipara la natura di inagibilità a quella di inabilità, con ciò che ne consegue per il pagamento dell’imposta.
Secondo quanto affermato dall’Ance, il mercato immobiliare di Sondrio starebbe affrontando il periodo di crisi con una profonda debolezza degli affari. Dal 2006 ad oggi, infatti, il controvalore delle transazioni concluse all’interno del real estate dell’area urbana sarebbe crollato di circa 25 punti percentuali, aprendo un vero e proprio bacino di allarme nei confronti del settore, con la richiesta espressa di sostegni che possano permettere alle famiglie di riavvicinarsi al mondo del mattone, superando gli ostacoli del credit crunch bancario.
Secondo quanto affermato dalle ultime analisi compiute sul
L’Agenzia del Territorio ha recentemente pubblicato il Rapporto 2012 sugli immobili non residenziali in Italia. Realizzato in collaborazione con la Assilea – Associazione Italia Leasing – il report si riferisce al trend delle compravendite di immobili a destinazione terziaria, commerciale e produttiva, e offre uno spaccato piuttosto attendibile sull’andamento di questo importante comparto del mattone non abitativo.
Secondo un recentissimo focus sul mercato immobiliare barese, l’andamento dei prezzi della città pugliese avrebbe registrato un sensibile calo durante il secondo semestre del 2011. In tale contesto, infatti, i valori commerciali delle abitazioni avrebbero riscontrato una contrazione del 5,2 per cento, in netta inversione di tendenza rispetto al trend che si era consolidato nel corso della prima parte dello scorso decennio, quando il mercato immobiliare dell’area urbana ha potuto rilevare un andamento straordinariamente crescente delle quotazioni.