L’Agenzia del Territorio ha recentemente pubblicato il Rapporto 2012 sugli immobili non residenziali in Italia. Realizzato in collaborazione con la Assilea – Associazione Italia Leasing – il report si riferisce al trend delle compravendite di immobili a destinazione terziaria, commerciale e produttiva, e offre uno spaccato piuttosto attendibile sull’andamento di questo importante comparto del mattone non abitativo.
Così come avvenuto per il settore residenziale, del quale vi abbiamo informato più volte nel corso delle ultime settimane, anche il settore non residenziale ha avvertito un decremento rispetto al 2010, con compravendite per 61.845 unità immobiliari, e una flessione del 2,1 per cento. In particolar modo, a subire le perdite più consistenti sarebbe stato il terziario, con una contrazione del 5,1 per cento. Più contenuta la flessione delle compravendite del settore commerciale, con un passo indietro del 3,3 per cento rispetto al 2010.
Il ministero dell’Economia ha effettuato ulteriori precisazioni in materia di imposta municipale unica, affermando che i bonus concessi dalle singole municipalità – nell’ambito delle proprie autonomie – dovranno essere attribuiti secondo principi di “ragionevolezza” e di “non discriminazione”. Ad esempio, i Comuni potranno riservare un’aliquota più leggera alle case in affitto utilizzate dal locatario come abitazione principale.
Secondo un recentissimo focus sul mercato immobiliare barese, l’andamento dei prezzi della città pugliese avrebbe registrato un sensibile calo durante il secondo semestre del 2011. In tale contesto, infatti, i valori commerciali delle abitazioni avrebbero riscontrato una contrazione del 5,2 per cento, in netta inversione di tendenza rispetto al trend che si era consolidato nel corso della prima parte dello scorso decennio, quando il mercato immobiliare dell’area urbana ha potuto rilevare un andamento straordinariamente crescente delle quotazioni.
A distanza di diverse settimane dal nostro ultimo monitoraggio, torniamo ad occuparci brevemente di quanto accade all’interno del mercato immobiliare statunitense, uno dei principali punti di riferimento del comparto a livello internazionale. L’occasione ci è offerta da un report condotto dalla Standard & Poor’s / Case – Shiller, che come ogni mese ha pubblicato la versione consolidata del proprio indice relativo al monitoraggio delle quotazioni immobiliari nelle 20 aree metropolitane più importanti della nazione.
Il Monte dei Paschi di Siena ha elaborato il rapporto “Il mercato residenziale italiano e i mutui alle famiglie”. Una interessante analisi, giunta alla sua sesta edizione annuale, nella quale l’istituto di credito cerca di sintetizzare i risultati relativi al mercato degli immobili residenziali e al collegato settore bancario per quanto concerne i mutui concessi alle famiglie, con una particolare attenzione a quanto avviene nel Centro e nel Nord Italia.
Il mercato immobiliare residenziale di Hong Kong dovrebbe rimanere su condizioni di solidità per l’intero 2012. Una previsione sostanzialmente ottimistica, nonostante l’evidente rallentamento della crescita. Stando a quanto affermato dall’indice dei prezzi delle case HK Rating and Valuation Department, i valori medi delle proprietà immobiliari sono cresciute del 6,3 per cento a marzo, dopo otto mesi consecutivi di rallentamento della crescita.
Secondo quanto emerge dalle ultime osservazioni in materia, l’imposta municipale unica sugli immobili produttivi sarà più vicina al massimo che al minimo consentito ai Comuni. Tra i capoluoghi italiani che hanno già scelto di modificare l’ammontare dell’IMU per il 2012, infatti, più della metà (16 municipalità su 28) hanno optato per fissare l’aliquota di base al di sopra dello 0,76 per cento, livello ordinario per i fabbricati differenti dall’abitazione principale, sui quali ogni Comune, con propria delibera autonoma, può eventualmente scegliere di incrementare il peso di un margine dello 0,3%, portando pertanto ai massimi livelli potenziali dell’1,06% l’aliquota sopra precisata.