Tra le tante norme antielusive presenti all’interno della circolare del Ministero dell’Economia, chiarificatrice di tutti gli ultimi aspetti interrogativi sull’IMU, vi sono alcune iniziative che puntano a regolare i rapporti familiari e le loro relazioni con il mondo del mattone.
Ad esempio, i genitori che danno un appartamento al figlio con comodato d’uso, saranno trattati fiscalmente allo stesso modo dei genitori che invece scelgono di darlo in locazione sul mercato. In entrambi i casi l’imposta municipale unica da versare è quella sulla seconda casa: in più, i primi perderanno la detrazione di 50 euro sul figlio under 26 non più convivente con loro, e perderanno gli introiti derivanti dagli affitti. Ancora, se il nucleo familiare possiede due immobili nello stesso Comune, e ognuno dei due coniugi ha residenza distinta negli stessi, la doppia agevolazione per la prima casa non scatta più, mentre l’aliquota base (0,4%) si potrà applicare solamente su uno dei due immobili.
In seguito alla diffusione, pochi giorni fa, della circolare illustrativa da parte del Ministero dell’Economia in merito all’imposta municipale unica, diventa praticamente certo e univoco il quadro di riferimento relativo all’acconto dell’IMU, da versarsi entro la data del 18 giugno 2012 attraverso modello F24. Per le prime case (o, meglio, per le “abitazioni principali”), rimangono invariate le regole già note, che più volte abbiamo avuto modo di illustrarsi.
Aggiungiamo un ulteriore tassello al variopinto panorama dell’imposta municipale unica. Stando a quanto si legge nella circolare 3 diffusa pochi giorni fa dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, la tassazione dell’IMU potrebbe portare anche al versamento di un acconto pari a zero, in attesa che Comuni e governo, presumibilmente tra l’estate e l’autunno, operaino in maniera elastica a diminuire o (più probabilmente) aumentare le aliquote base e quelle municipali.
L’affitto in condivisione, pur non certo novità all’interno del panorama immobiliare italiano, sta diventando una soluzione di crescente utilizzo per cercare di arginare gli effetti negativi dell’attuale lunga ondata di difficoltà. Condividere la casa in affitto è cosa ben nota tra studenti e amici, e non è pertanto una sorpresa leggere il moltiplicarsi di annunci che chiedono di poter contrarre congiuntamente degli accordi di locazione.
Sono arrivati in consolidamento i dati ufficiali relativi all’andamento del mercato immobiliare torinese nel corso del 2011. Nello scorso anno, le quotazioni delle abitazioni del capoluogo piemontese sarebbero diminuite del 2,1%, dopo che nel 2010 erano riuscite a “chiudere” in territorio positivo, mostrando un leggero rialzo a quota 0,4 punti percentuali, che aveva a sua volta interrotto un biennio (il 2008 e il 2009) di forti flessioni.
C’era una vola la legge sulla certificazione energetica. Una serie di regole che hanno previsto l’obbligatorietà – per coloro che vendono o affittano un immobile, anche soggetti privati – di dichiarare la classe energetica di appartenenza. C’era, appunto. Perchè anche se in realtà c’è ancora, nessuno, o pochi, sembrano aver compreso in pieno la portata dell’iniziativa e, complice la mancanza di “sanzioni” per chi non rispetta tale obbligo, la necessarietà del certificato energetico è finita nel dimenticatoio.