IMU case popolari Napoli

 Secondo quanto riporta il quotidiano campano Il Mattino, nel bilancio di previsione 2012 – approvato in Consiglio comunale – sarebbe stata prevista l’aliquota massima di applicazione dell’imposta municipale unica per lo Iacp, l’istituto autonomo che a Napoli gestisce più di 17 mila alloggi.

Per l’istituto, si profila pertanto l’applicazione di un’aliquota massima pari al 10,6 per mille, che renderà particolarmente salato il pagamento dell’imposta municipale unica del 2012. In molti casi (si stima, intorno al 25% delle fattispecie) si preannuncia il pagamento di un’imposta addirittura superiore al valore del canone recepito. Una scelta, quella del Consiglio, che ha provocato non poche fratture all’interno della stessa municipalità.

Immobiliare Liguria in stabilità

 Continuano le difficoltà del mercato immobiliare ligure, frenato da una crisi che ha di fatto congelato la vendita di case, locali e terreni, e creato qualche instabilità sul fronte delle quotazioni. A confermarlo è l’ultimo report pubblicato sul sito internet dell’Agenzia del Territorio, secondo cui vi sarebbe stato una sostanziosa stabilità dei volumi di compravendita nel settore residenziale della regione.

I dati della Nota territoriale dell’Agenzia dimostrerebbero infatti che il numero delle compravendite in Liguria, nel corso del secondo semestre del 2011, si sarebbe portato a quota 10.256 unità, in controtendenza rispetto alla media nazionale, visto e considerato che – in rapporto al periodo di confronto precedente – le compravendite sono cresciute di 2,2 punti percentuali per quanto concerne l’indagine limitata ai soli capoluoghi, e di 0,9 punti percentuali se invece l’analisi viene estesa a tutto il contesto provinciale.

Comprare casa nel Lido di Ostia

 Nonostante l’evidente periodo di crisi che sta colpendo il mercato immobiliare italiano, nel Lazio non finiscono di stupire le buone prestazioni commerciali dei mercati di Ostia e Sabaudia, pur con diverse determinanti.

Stando a diverse ricerche effettuate nelle ultime settimane, infatti, sembra che Ostia possa continuare a beneficiare di prezzi (ancora) abbordabili, e della comodità di essere a breve distanza di auto da Roma (circa 30 minuti). Sabaudia, invece, cerca di ritagliarsi un segmento di maggior prestigio e lusso all’interno del macro mercato immobiliare capitolino, con offerte destinate a chi cerca ville e unifamiliari particolarmente rifinite, in ambienti incontaminati.

Sconti bolletta Enel con vendita casa Frimm

 Enel Energia comunica di voler predisporre un importante bonus di 400 euro in bolletta, nei confronti di tutti quei clienti che sceglieranno di dare il proprio mandato a Frimm per la vendita della casa. A sostenerlo è un accordo siglato tra le due aziende, che garantisce ai titolari di una fornitura di luce e di gas per il libero mercato di Enel Energia, che decideranno di affidare con mandato esclusivo, la vendita di un immobile a una agenzia del network Frimm Holding, una riduzione del valore di 400 euro in bolletta a vendita conclusa.

E chi invece non è cliente Enel Energia e desidera comunque beneficiare dello stesso sconto? Secondo quanto rassicura lo stesso network Frimm, potrà comunque ottenere il bonus sottoscrivendo un contratto di fornitura ad uso domestico di luce o gas, e dare un mandato per la vendita dell’immobile in esclusiva a una delle agenzie della rete Frimm.

Comprare casa a Roma conviene?

 Conviene comprare casa a Roma? Nonostante prezzi rigidi al rialzo, e pericoli di clamorosi crolli, l’impiego nel mattone della Capitale è ancora consigliabile. A dircelo sono alcune recenti analisi, che dimostrano come nonostante il settore immobiliare risenta in maniera molto evidente dell’attuale ondata di crisi, Roma sia la meta preferita per gli investimenti sulle abitazioni e sugli alberghi, divenendo seconda a Milano per quanto concerne i soli uffici.

“Nonostante tutte le indagini confermino che anche il mattone risente della situazione di crisi ormai generale e in particolare della riduzione degli scambi, la città di Roma si dimostra una meta ideale per gli investimenti’” – ha affermato Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group, società che – insieme al Dipartimento di Economica dell’Università degli Studi di Parma e Federimmobiliare ha realizzato l’analisi. “Come operatori specializzati in fondi immobiliari” – prosegue il manager – “registriamo ancora forte interesse per il mattone”.

Fiducia immobiliare rimane stabile

 Martoriato da una crisi che non sembra poter garantire una fine in tempi rapidi, il mercato immobiliare italiano può comunque esser supportato da livelli di fiducia che non hanno toccato ancora il fondo, e che sembrano resistere al duro impatto delle criticità locali e internazionali. A confermarlo, una recentissima ricerca compiuta poche settimane fa, che denota un mantenimento dei livelli di fiducia da parte dei principali operatori di settore.

“Gli addetti ai lavori sembrano rimandare un’opinione sul futuro andamento del mercato a giornate di maggiore visibilità e la fiducia nel mattone resta stabile” – dichiarava pochi giorni fa il magazine Casa 24, de Il Sole 24 Ore in tal proposito, evidenziando come l’indice rappresentativo Fiups sia passato, alla fine del primo quadrimestre, da 16,70 punti a 16,92 punti, con un lieve miglioramento che fa ben sperare per una tenuta più solida in futuro.

Comprare casa in Europa conviene?

 Conviene comprare casa in Europa e, in particolare, nei mercati dell’Unione Europea, maggiormente colpiti dalle difficoltà finanziarie? A chiederselo sono intanto, e a rispondere – negli ultimi giorni – sono stati gli analisti della Exane Bnp Paribas, secondo cui è arrivato il momento giusto per investire nel settore immobiliare europeo, visto e considerato che – seppur i rischi non manchino – il potenziale di recupero è molto elevato.

Certo è che gli specialisti della banca francese si riferiscono più che altro a un investimento azionario nelle società che impiegano nel settore. Ma le considerazioni possono comunque essere ribaltate, per certi versi, anche nei confronti di coloro che non cercano un investimento finanziario, ma cercano un impiego reale nel mattone del vecchio Continente.

Compravendite immobiliari in forte contrazione

 Dopo una parvenza di scarso recupero interpretato nel corso degli ultimi due trimestri del 2011, il primo trimestre 2012, per il mercato immobiliare italiano, si tinge di colori particolarmente deludenti, in grado di disattendere i segnali positivi, e tornando a mostrare elevati tassi di contrazione. In particolare, il tasso tendenziale annuo del volume di compravendite nel primo trimestre 2012 sarebbero stato pari a -17,8 punti percentuali, con un passo indietro estremamente significativo.

Il settore residenziale, in particolare, nel primo trimestre del nuovo anno ha fatto rilevare 110.021 transazioni, con una quota sull’intero mercato immobiliare per numero di compravendite che si aggira intorno al 45% circa. Si tratta di un passo indietro molto dannoso rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando le compravendite erano state pari a 136.780, quasi il 20% in più.

Acquistare casa in Thailandia

 Il Gruppo Tecnocasa ha effettuato una recente ricerca sull’immobiliare della Thialandia, dove la società è da poco entrata ad operare con la sua prima agenzia affiliata. “Nel 2011 abbiamo ottenuto ottimi risultati. Nel primo semestre del 2012 abbiamo riscontrato una maggiore riflessione da parte degli acquirenti anche se il mercato rimane vivace” – ha affermato in merito Salvatore Parisi, affiliato della società immobiliare a Phuket.

Le zone più richieste nell’isola di Phuket, in particolare, sarebbero Patong Beach, Karon Beach, Kata Beach, Kalama Beach, Rawaii, Chalong. Località ad altissima vocazione turistica, dove i prezzi al metro quadro, nel periodo più recente, sono rimasti stabili; per una nuova costruzione la quotazione si aggira intorno agli 80 mila baht (cioè circa 2 mila euro al metro quadrato), anche se oscillano fortemente a seconda delle località e della vicinanza dal mare, mentre un immobile costruito già da qualche anno si può acquistare intorno ai 50 o ai 60 mila baht al metro quadrato.

Immobiliare logistica 2012

 La società di ricerca e di consulenza Jones Lang LaSalle ha effettuato un’analisi sull’andamento dell’immobiliare logistico per il 2012. Stando a quanto affermato dalla società, nel corso del primo trimestre 2012 il tasso di assorbimento degli immobili dedicati alla movimentazione delle merci sarebbe calato di 16 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rimanendo superiore al 15% della media decennale. I leader del mercato si confermerebbero nei mercati di Germania, Francia e Polonia.

In termini assoluti, l’assorbimento in Europa degli immobili logistici nel primo trimestre del 2012 è stato di poco inferiore ai 3 milioni di metri quadrati, con la metà che avviene nei tre mercati sopra ricordati. La sola Germania, in particolare, avrebbe assorbito un milione di metri quadrati, con una flessione di 16 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2011. Francia e Polonia avrebbero invece agito in controtendenza, con uno sviluppo rispettivamente pari a 13 e i 18 punti percentuali.

Affitto casa a Cortina d’Ampezzo

 Gli affitti delle seconde case per le vacanze crollano anche in uno dei luoghi storici del turismo italiano di montagna: Cortina d’Ampezzo. Stando a quanto riporta un recente approfondimento in merito da parte del Corriere delle Alpi, infatti, i segnali della crisi sarebbero sempre più visibili anche per una località “principe” come Cortina, con previsioni estive tutt’altro che rosee e ottimistiche.

Le agenzie immobiliari del luogo segnalano con grande preoccupazione il blocco del mercato immobiliare. “Non ci sono telefonate, né prenotazioni, nonostante gli affitti siano stati abbassati già dall’anno scorso” – afferma Barbara Zambelli, titolare dell’agenzia Az, sulle pagine del Corriere – “Registriamo un calo costante già da tre anni a questa parte, ma quest’estate sembra essere arrivata davvero la crisi. I periodi sono sempre più brevi e i prezzi sempre più bassi”.

Pareri novità immobiliari decreto per lo sviluppo

 Sono abbastanza positivi i primi pareri espressi sulle novità immobiliari contenute nel decreto sviluppo. Opinioni che sono state formulate dalla Confedilizia, il cui presidente Corrado Sforza Fogliani ha evidenziato come “è la prima volta che questo governo dimostra attenzione verso le giuste esigenze della proprietà immobiliare”.

Il bonus sulle ristrutturazioni e le riqualificazione energetiche delle abitazioni è “una mossa positiva” – ha affermato ancora il presidente Confedilizia – la nostra speranza è che non resti l’unica (…) Noi non ci lamentiamo mai, semplicemente non stiamo zitti quando le scelte che vengono adottate non ci sembrano giuste. Oggi diamo atto al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di essersi battuto con determinazione, anche all’interno del governo, a favore di un intervento buono per la proprietà immobiliare”.

Terremoto Emilia: cresce la richiesta di case in affitto

 Come avevamo preannunciato poche settimane fa, il terremoto in Emilia Romagna ha spinto immediatamente il mercato immobiliare locale verso un’evoluzione prevedibile, che ha nella richiesta incrementante di case in affitto il suo aspetto esteriore più visibile. Il terremoto ha infatti spinto un cresce numero di persone a domandare in locazione un immobile, con un’imennata nelle zone montane, dove evidentemente si teme che vi siano meno pericoli conseguenti al sisma.

Ma quale è il profilo dei richiedenti case in affitto  in questo triste scenario? “Sono generalmente famiglie con bambini e anziani a ricercare una sistemazione” – afferma Anama – Confesercenti Modena, il sindacato degli agenti immobiliari, come riportato dal quotidiano Modena Online – “Faremo il possibile per andare incontro alle richieste, come del resto vigileremo affinchè non si consumi alcun tipo di speculazione ai danni di persone già gravemente provate dagli eventi sismici dei giorni scorsi”.

Crisi immobiliare, se la casa non è più un bene rifugio

 Una recente ricerca compiuta dall’Osservatorio Censis – Associazione bancaria italiana sulla società italiana e, in particolar modo, sul comparto immobiliare nazionale, sostiene che non sempre investire sugli immobili si rivela una scelta “azzeccata”. A riportare le considerazioni di cui sopra è stato un recente rilancio dell’Agi, secondo cui “investire in un bene immobiliare non è sempre la scelta migliore”.

La ricerca compiuta dal Censis evidenzia d’altronde come solamente il 17% degli italiani è oramai convinto che i risparmi vadano spesi per l’acquisto di una casa (contro una percentuale che era quasi il doppio, il 33,5%, di questi tempi, ma un anno fa); per il 36% degli italiani è invece meglio mantenere la liquidità in attesa che la crisi passi (contro una percentuale che un anno fa era invece ferma al 25,5%).